È stato convalidato l’arresto dell’ex agente della polizia locale fermato all’inizio della settimana dai carabinieri della stazione di Prato della Valle. Il giudice Vittoria Giansanti, al termine dell’udienza direttissima, ha disposto per l’uomo l’accompagnamento nella casa circondariale Due Palazzi. L’arresto è stato eseguito per resistenza a pubblico ufficiale.
I militari erano intervenuti per notificargli un atto collegato a una serie di violazioni. Secondo quanto ricostruito, l’ex agente si sarebbe opposto alla notifica e avrebbe pubblicato sul proprio profilo Facebook, accessibile al pubblico, alcuni video rivolti contro l’operato dell’Arma. La misura restrittiva è stata quindi sottoposta alla valutazione del giudice, che l’ha convalidata disponendo la custodia in carcere.
L’indagine per atti persecutori
Il commerciante, che gestisce un’attività nel centro di Padova, risulta inoltre indagato per atti persecutori nei confronti della sua ex avvocata. Il fascicolo è seguito dal pubblico ministero Roberto D’Angelo. La vicenda aveva già portato a un ammonimento del questore, provvedimento che, secondo l’accusa, non sarebbe stato rispettato.
In precedenza l’uomo era stato sottoposto agli arresti domiciliari in Puglia. Anche quella misura, sempre secondo la ricostruzione riportata, non sarebbe stata osservata; per questo il pubblico ministero ha chiesto il carcere anche in relazione al procedimento per gli atti persecutori. La posizione dell’indagato dovrà essere esaminata nelle successive fasi giudiziarie, nel rispetto della presunzione di innocenza.
«Sono il suo bersaglio principale e non è facile perchè devo tutelare la mia vita privata e la mia professione. Adesso spero che la giustizia faccia il suo corso».
La dichiarazione è stata resa dalla professionista che in passato aveva assistito l’uomo. Il procedimento riguarda comportamenti che, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbero proseguiti nonostante i provvedimenti già adottati nei suoi confronti.
I precedenti giudiziari richiamati nell’inchiesta
La ricostruzione della vicenda richiama anche episodi risalenti agli anni scorsi. Nel 2011 l’ex agente avrebbe avuto un procedimento dopo un’aggressione avvenuta all’interno di un ufficio postale di Pordenone ai danni di alcuni operatori della questura. In seguito, dopo l’allontanamento dalla polizia locale, gli sarebbero state contestate anche condotte legate all’utilizzo di contrassegni in uso alla municipale di Pordenone e Roveredo.
Tra gli elementi citati nell’indagine più recente ci sono inoltre alcuni contenuti pubblicati online contro i carabinieri, la magistratura padovana e l’ex legale. Il suo nome era comparso anche in relazione alla scarcerazione di un camionista di Abano, condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio della ex moglie: i due si sarebbero conosciuti durante la detenzione nel carcere Due Palazzi. Questi elementi fanno parte del quadro giudiziario richiamato nel procedimento, mentre l’accertamento delle responsabilità spetterà ai giudici nei diversi gradi di giudizio.
- Arresto: eseguito dai carabinieri di Prato della Valle per resistenza a pubblico ufficiale.
- Decisione: arresto convalidato dal giudice Vittoria Giansanti in direttissima.
- Misura: accompagnamento nella casa circondariale Due Palazzi.
- Ulteriore procedimento: indagine per atti persecutori nei confronti dell’ex legale.