Il commercio al dettaglio dell’abbigliamento affronta l’autunno con una contrazione delle vendite più marcata a Padova e in Veneto rispetto alla media italiana. Per settembre 2026, Federmoda Confcommercio indica una diminuzione degli incassi vicina al 10 per cento sul territorio regionale e padovano. Quasi la metà dei negozi interpellati, inoltre, segnala vendite inferiori.
Il confronto nazionale, riferito allo stesso mese del 2025, registra un calo del 4,7 per cento. Il divario è stato evidenziato dal presidente di Federmoda Confcommercio, Riccardo Capitanio, che ha descritto una situazione più difficile per i punti vendita del territorio. Il dato riguarda il comparto della moda e si inserisce in una fase nella quale gli acquisti stagionali risultano condizionati da diversi fattori.
Temperature e costi tra i fattori indicati
Tra gli elementi segnalati dall’associazione ci sono le temperature ancora elevate all’inizio dell’autunno, che avrebbero rinviato l’acquisto dei capi per la stagione fredda. Federmoda richiama anche l’aumento dei costi dell’energia e dei trasporti, oltre all’incertezza del quadro internazionale. Secondo l’analisi dell’associazione, queste voci hanno ridotto la disponibilità economica delle famiglie per gli acquisti non essenziali.
Il presidente di Federmoda ha osservato che in alcune zone d’Italia il turismo ha sostenuto parzialmente i consumi, anche grazie a un’estate prolungata nel 2026. Questo apporto, però, non avrebbe compensato la flessione generale. La difficoltà, secondo l’associazione, non è riconducibile soltanto all’andamento dell’ultimo anno, ma si inserisce in trasformazioni che interessano da tempo il settore della moda e l’intera filiera della vendita al dettaglio.
Le proposte per i negozi di prossimità
Federmoda chiede interventi strutturali per sostenere le attività commerciali presenti nei quartieri e nei centri urbani. Tra le misure indicate figurano:
- strumenti di sostegno agli acquisti nei negozi di prossimità, compresi voucher;
- agevolazioni per gli affitti dei locali commerciali;
- iniziative contro la desertificazione commerciale;
- interventi di rigenerazione urbana;
- soluzioni per favorire la continuità delle imprese quando manca un ricambio familiare.
Su quest’ultimo punto, l’associazione propone di valutare strumenti che permettano ai dipendenti di subentrare nella gestione delle attività quando gli eredi non intendono proseguire il lavoro dell’impresa. La questione riguarda in particolare i negozi indipendenti, per i quali la successione familiare rappresenta spesso un passaggio decisivo per la continuità dell’attività.
Capitanio ha inoltre richiamato il ruolo dei negozi oltre la loro funzione economica e occupazionale. La presenza degli esercizi commerciali, secondo il presidente di Federmoda Confcommercio, contribuisce alla vivibilità, alle relazioni sociali e alla sicurezza urbana. L’associazione collega quindi il sostegno al commercio di vicinato anche alle politiche per i quartieri e alla qualità degli spazi cittadini.