Il Comune di Monselice entra nella Comunità energetica rinnovabile Montegrotto Terme 1 come socio produttore. L’adesione è stata approvata dal Consiglio comunale e prevede l’impiego dell’energia prodotta dai futuri impianti fotovoltaici installati sugli edifici pubblici. I benefici economici derivanti dalla condivisione dell’energia saranno destinati a interventi di carattere sociale.
Energia condivisa e sostegno alle famiglie
Una comunità energetica rinnovabile riunisce cittadini, piccole imprese ed enti pubblici che producono e consumano energia rinnovabile all’interno della stessa area della rete. Quando la produzione e i consumi coincidono nello stesso intervallo orario, lo Stato riconosce alla comunità un incentivo per vent’anni. L’adesione delle famiglie e delle piccole imprese è gratuita e non richiede il cambio del fornitore di energia.
«Abbiamo scelto un modello semplice e partecipativo, con finalità completamente solidali»
La dichiarazione è dell’assessora all’Ambiente Christianne Bergamin, che ha indicato nella comunità energetica uno strumento per collegare la produzione da fonti rinnovabili alle necessità del territorio. Le risorse ottenute potranno essere utilizzate per sostenere il pagamento delle bollette delle famiglie in condizioni di povertà energetica, migliorare l’efficienza delle case popolari e finanziare altri interventi sociali.
Il progetto per gli edifici comunali
Il Comune ha ottenuto dalla Fondazione Cariparo 30.000 euro per avviare il progetto, informare la popolazione e definire gli impianti da realizzare sugli edifici pubblici. Le attività dovranno concludersi entro l’anno. La gestione della comunità energetica, costituita come associazione senza scopo di lucro, prevede anche il coinvolgimento dei comitati locali nelle decisioni.
- Gli impianti fotovoltaici saranno realizzati su edifici comunali.
- Gli incentivi potranno sostenere bollette, case popolari e altri interventi sociali.
- Cittadini e piccole imprese potranno partecipare anche soltanto come consumatori.
Per le persone e le attività interessate, l’assessora ha annunciato incontri pubblici nelle prossime settimane. Gli appuntamenti serviranno a spiegare le modalità di partecipazione alla comunità energetica e il funzionamento della condivisione dell’energia prodotta dagli impianti pubblici.
«Questo modello può trasformare la Cer in una vera politica pubblica di welfare energetico», ha aggiunto Bergamin. L’iniziativa punta così a utilizzare una parte dei ricavi legati alla produzione rinnovabile per interventi rivolti alle famiglie e agli edifici comunali, mantenendo la partecipazione aperta a cittadini e piccole imprese senza costi di adesione.