La pieve di Santo Stefano torna a disposizione della città di Monselice dopo gli interventi di recupero sostenuti da oltre 2,3 milioni di euro di fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. L’edificio di via Carboni potrà ospitare spettacoli, concerti e incontri, con una capienza di circa 180 persone nella navata centrale.
Un nuovo spazio per le attività culturali
Il restauro ha interessato la struttura e gli impianti necessari all’utilizzo della navata: sono stati realizzati l’illuminazione, il sistema di riscaldamento e il palco. La riapertura restituisce così al pubblico un luogo che per diversi anni è rimasto interessato da lavori e verifiche tecniche, ampliando gli spazi disponibili per la programmazione culturale cittadina.
Durante il consolidamento del tetto sono emerse decorazioni rimaste nascoste per secoli. Si tratta di affreschi medievali, compresi tondi e stemmi, che hanno richiesto ulteriori valutazioni con la Soprintendenza e hanno contribuito a rendere più articolato il percorso di recupero dell’antica pieve.
«C’è l’impianto di illuminazione, il riscaldamento, c’è il palco, ma mancano le sedie e l’impianto audio. Sino a quando non troveremo la soluzione adatta, utilizzeremo le sedie in dotazione del Comune».
L’assessore Gianni Mamprin ha spiegato che l’allestimento non è stato compreso nelle risorse del progetto. Per avviare le iniziative nella navata centrale, il Comune utilizzerà quindi le proprie sedie e le dotazioni già disponibili. L’amministrazione aveva previsto inizialmente la riapertura per i primi giorni di ottobre, ma il calendario è slittato per la necessità di attendere le autorizzazioni e completare le verifiche.
Il recupero del complesso non è concluso
La riapertura riguarda la parte centrale dell’edificio, ma il programma di recupero del complesso prevede ancora altri passaggi. Restano da reperire le risorse per:
- le due ali laterali della pieve;
- la porzione situata dietro l’ex sacrestia;
- il collegamento con via Santo Stefano Superiore.
Il Comune punta inoltre a individuare una soluzione definitiva per le sedute e per l’impianto audio, così da completare l’equipaggiamento destinato alle attività pubbliche. Nel frattempo, la navata centrale è nuovamente accessibile e può essere utilizzata per gli appuntamenti organizzati all’interno dell’edificio restaurato.
«Il restauro è stato eseguito in maniera ottimale e restituisce alla città uno spazio importante che mancava e di cui avevamo bisogno», ha dichiarato Mamprin. La restituzione della pieve si inserisce nel percorso di valorizzazione del patrimonio storico di Monselice, mantenendo però aperto il capitolo degli interventi sulle parti ancora da recuperare.