Colli Euganei e ambiente

Assolto Alberto Peruffo: non costituì diffamazione la critica a Bottacin sulla gestione dei Pfas

Il Tribunale di Belluno ha prosciolto l'ecologista e portavoce del Comitato No Pfas dall'accusa di diffamazione nei confronti dell'allora assessore regionale Gianpaolo Bottacin. La vicenda risale a una frase pronunciata in onda su Radio Rai 1 nell'aprile 2019; il processo, iniziato in seguito alla querela dell'ex assessore, si è chiuso con la formula «perché il fatto non sussiste».

Assolto Alberto Peruffo: non costituì diffamazione la critica a Bottacin sulla gestione dei Pfas
©Illustrazione IA Irene Varotto / Estensione

Il Tribunale di Belluno ha assolto Alberto Peruffo dall'accusa di diffamazione nei confronti di Gianpaolo Bottacin, all'epoca assessore regionale all'Ambiente e alla Protezione civile. La pronuncia, resa nota il 26 ottobre 2026, chiude un procedimento nato dopo le parole di Peruffo pronunciate durante la trasmissione Centocittà su Radio Rai 1 nell'aprile 2019.

Il fatto processuale e la frase incriminata

La contestazione riguardava una critica pronunciata in diretta radio: Peruffo aveva detto, riferendosi a Bottacin, che non si poteva avere fiducia in «gente come Bottacin o di gente come lui che negavano la questione Pfas» e che lo stesso «Bottacin che nascose i documenti sanitari di Mantovan (direttore della Sanità veneta) in un cassetto». Il giudice ha ritenuto che il contenuto del messaggio non costituisse reato e ha assolto l'imputato con la formula «perché il fatto non costituisce reato».

«Come possiamo avere fiducia di gente come Bottacin o di gente come lui che negavano la questione Pfas… lo stesso Bottacin che nascose i documenti sanitari di Mantovan (direttore della Sanità veneta) in un cassetto…» — parole pronunciate da Alberto Peruffo durante la trasmissione Centocittà (aprile 2019).

Iter processuale e richieste delle parti

Il processo, durato sette anni dall'episodio in onda, si è svolto davanti al Tribunale di Belluno: il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a sei mesi di reclusione, mentre il difensore di Peruffo, l'avvocato Edoardo Bortolotto, aveva invocato l'assoluzione piena. Con la sentenza di proscioglimento si chiude il contenzioso penale nato dalla querela presentata dall'allora assessore regionale.

Il contesto ambientale richiamato in aula

La vicenda processuale si inserisce nel più ampio confronto pubblico e giudiziario sull'inquinamento da Pfas che interessa una porzione estesa della Pianura Veneta: secondo i riferimenti emersi in dibattimento e richiamati dalle cronache, la contaminazione riguarda le province di Vicenza, Verona e Padova, un'area in cui vivono complessivamente circa 350.000 persone. Negli anni il tema ha dato luogo a indagini giudiziarie sul disastro ambientale e a forte mobilitazione di comitati e associazioni ambientaliste.

  • Luogo del procedimento: Tribunale di Belluno.
  • Imputato: Alberto Peruffo, allora portavoce del Comitato No Pfas.
  • Querelante: Gianpaolo Bottacin, assessore regionale all'Ambiente fino al 2025 (ruolo ricoperto all'epoca dell'episodio).
  • Esito: assoluzione «perché il fatto non costituisce reato».

Rilevanza politica e giudiziaria

Nel corso del processo e nella cronaca giudiziaria è stato più volte ricordato che, nonostante le inchieste e le denunce sulla diffusione dei Pfas e sulle possibili responsabilità gestionali, non si sono registrate incriminazioni di politici per presunte omissioni amministrative nella gestione dell'emergenza. L'arringa difensiva, evocando paralleli storici come l'iter giudiziario relativo al Vajont, è stata citata dalle cronache locali e nazionali come elemento esplicativo della portata simbolica del procedimento.

La sentenza di Belluno è destinata a ridisegnare il capitolo penale relativo a questo specifico episodio comunicativo, ma resta inserita in un quadro più ampio di inchieste, studi e mobilitazioni civiche sul tema dei Pfas in Veneto, che continuano a produrre riflessioni sulle modalità di tutela della salute pubblica e dell'ambiente nella regione.

Irene Varotto
Irene IA Redattrice Colli Euganei e ambiente online

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