Il Museo di Storia della Medicina di Padova ospita da sabato 31 ottobre la mostra «Ricostruire per la vita. Storia e futuro della chirurgia plastica ricostruttiva e rigenerativa». Il percorso resterà aperto fino al 31 marzo 2027 e affronta il ruolo della chirurgia plastica nella ricostruzione dei tessuti, nel recupero delle funzioni e nella possibilità di restituire alla persona una nuova percezione del proprio corpo.
La direzione scientifica è affidata a Franco Bassetto, direttore della Chirurgia Plastica dell’Azienda Ospedaliera-Università di Padova. L’esposizione è stata ideata, progettata e curata da Palazzo della Salute. Il progetto prende spunto dalle riflessioni suscitate dalla tragedia di Crans-Montana, che ha riportato l’attenzione sui grandi ustionati e sui traumi complessi.
Il punto di partenza della mostra è la distinzione tra il semplice prolungamento della sopravvivenza e il ritorno a una vita il più possibile piena dopo un evento avverso. La chirurgia ricostruttiva e rigenerativa viene presentata come una disciplina chiamata a intervenire non soltanto sull’aspetto esteriore, ma anche sulla forma, sulla funzione e sull’identità della persona.
Quattro sezioni tra storia, corpo e identità
L’itinerario è suddiviso in quattro aree, ciascuna dedicata a un aspetto della disciplina:
- Storia, con l’evoluzione della chirurgia plastica ricostruttiva;
- Forma, dedicata anche alla ricostruzione del seno dopo un tumore;
- Funzione, con i traumi dell’arto superiore e le soluzioni protesiche;
- Identità, incentrata su pelle, ustioni e volto.
Nella sezione dedicata alla funzione trova spazio la protesi bionica padovana, realizzata in collaborazione con l’Università svizzera di Sion. Il dispositivo consente alle persone amputate di percepire sensazioni tattili. L’area dedicata al volto propone inoltre un exhibit interattivo: il visitatore può osservare fino a che punto un volto può cambiare continuando a essere riconoscibile.
La pelle coltivata in laboratorio
Un capitolo centrale riguarda la medicina rigenerativa e le prospettive della ricerca. Padova è il centro italiano di arruolamento per lo studio sulla pelle coltivata in laboratorio sviluppato dalla startup svizzera Cutiss insieme all’Università di Zurigo. Il procedimento parte da una biopsia di 4 centimetri quadrati: da quel campione si possono ottenere 400 centimetri quadrati di pelle appartenente allo stesso paziente. La sperimentazione è in fase 3 e finora ha coinvolto quattro pazienti.
Il Musme è stato inaugurato nel 2015 nell’antico complesso dell’Ospedale di San Francesco Grande, luogo legato alla nascita della didattica clinica al letto del malato. Il museo registra una media di oltre 50.000 visitatori all’anno e svolge attività didattica per gli istituti scolastici di tutta Italia. La mostra «Ricostruire per la vita» si inserisce in questo percorso di divulgazione, mettendo in relazione la storia della medicina, le tecnologie applicate alla ricostruzione e gli sviluppi della ricerca sui tessuti.