Palazzo Santo Stefano accoglie il progetto che mette a confronto fotografia e scultura
È aperta al pubblico a Palazzo Santo Stefano la mostra Bruno Lucchi – Ezio Bosso INSIEME, un allestimento che unisce le fotografie del fotografo e scultore Bruno Lucchi alle opere e alle suggestioni legate al musicista Ezio Bosso. L’esposizione, proposta in una forma più raccolta rispetto alla versione estiva di Levico Terme, comprende opere inedite e interviene nel calendario del Novembre Patavino.
La rassegna prende avvio da un nucleo di fotografie che nel 2025 era stato esposto a Merate e che lo scorso anno ha costituito l’evento principale delle iniziative estive di Levico Terme: in quell’occasione l’allestimento era diffuso in diversi spazi urbani, dal parco delle terme al lungolago. A Padova la mostra propone una lettura più intima e raccoglie scatti effettuati da Lucchi nei concerti e durante le prove di Bosso, affiancandoli a sculture e a interventi artistici che dialogano con l’immagine fotografica.
- Sede: Palazzo Santo Stefano, Piazza Antenore 3, Padova
- Curatela: Marina Sonzini
- Elementi espositivi: fotografie dal vivo e fuori dal palco, sculture in diverse fasi, bozzetti e disegni, opere inedite
- Particolarità: i kintsugi fotografici, collage con inserti in foglia oro presentati in anteprima
- Patrocinio: Associazione Ezio Bosso
Il percorso espositivo è organizzato secondo un ordine tematico che mette in relazione Istanti della musica — le fotografie che ritraggono Ezio Bosso sul palco e in sala prove — con i Kintsugi, opere che Lucchi costruisce come collage e che utilizzano la foglia oro per «ricucire» e trasformare la fotografia in un oggetto unico. Il catalogo della mostra articola quindi il racconto in sezioni: dalle immagini legate alla musica, passando per i bozzetti e le sculture in progress, fino alle grandi installazioni open air che caratterizzano il lavoro dell’artista.
«La musica, diceva Ezio, si fa INSIEME.» — attribuito a Ezio Bosso
Le sculture esposte riflettono la poetica di Lucchi: figure umane raccolte, sognanti e riflessive, insieme a grandi oracoli dalle superfici ieratiche ed evocative. Il percorso documenta anche la fase progettuale dell’opera — dai disegni preliminari alle sculture in fieri nello studio dell’artista — fino al momento della materia lavorata, con attenzione alle mani, agli errori e alle correzioni che trasformano i materiali in forma compiuta.
La mostra nasce dal dialogo tra immagini fotografiche e sculture e intende offrire allo spettatore un’esperienza che invita all’ascolto e alla riflessione, secondo un fil rouge dettato dall’esperienza musicale e dall’incontro tra linguaggi espressivi diversi. Per informazioni sulla durata dell’apertura al pubblico e sugli orari è possibile rivolgersi alla sede di Palazzo Santo Stefano o agli uffici che curano il calendario del Novembre Patavino.