Il vino veneto mantiene una forte presenza sui mercati internazionali, ma nel 2025 il valore delle esportazioni ha registrato una battuta d’arresto dopo anni di crescita. I dati elaborati da Veneto Agricoltura indicano un giro d’affari estero di 2,93 miliardi di euro, in diminuzione dell’1,1 per cento rispetto al 2024. Nello stesso periodo, però, le quantità vendute fuori dai confini regionali sono aumentate dell’1,2 per cento, raggiungendo circa 8 milioni di ettolitri.
Più bottiglie e cisterne, ma a un prezzo medio inferiore
La divergenza tra valore e quantità è legata soprattutto alla riduzione del prezzo medio di vendita, sceso a 3,64 euro al litro, con una flessione del 2,3 per cento. Il risultato del 2025 interrompe il ritmo dell’ultimo periodo, ma non modifica il bilancio di medio termine: tra il 2016 e il 2025 l’export vinicolo veneto è cresciuto del 46,3 per cento in valore e del 15,5 per cento in volume.
La crescita del fatturato nell’arco del decennio è stata quindi accompagnata soprattutto dall’aumento del valore medio delle vendite. Il sistema regionale continua a poggiare su due comparti principali, che nel 2025 hanno rappresentato quasi tutto l’export del vino veneto:
- i vini fermi in bottiglia, pari al 49,2 per cento del valore complessivo;
- gli spumanti, arrivati al 47 per cento.
Vini fermi stabili, gli spumanti rallentano
Nel segmento dei vini fermi il 2025 ha confermato una sostanziale stabilità. Il comparto ha generato circa 1,44 miliardi di euro, con un incremento dello 0,5 per cento, mentre i volumi esportati sono saliti dello 0,6 per cento, fino a circa 3,8 milioni di ettolitri. Guardando al decennio, il valore delle vendite oltreconfine è aumentato del 21,8 per cento e il prezzo medio del 20,5 per cento.
Più articolato il quadro degli spumanti, comparto nel quale rientra il Prosecco con le sue diverse denominazioni. Le quantità hanno raggiunto un nuovo massimo, con circa 3,3 milioni di ettolitri esportati e una crescita dello 0,8 per cento. Il fatturato, tuttavia, è sceso a 1,38 miliardi di euro, in calo del 3 per cento, mentre il prezzo medio si è fermato a 4,20 euro al litro, il 3,8 per cento in meno rispetto all’anno precedente.
Il confronto con il 2016 restituisce comunque una crescita ampia per le bollicine venete: in nove anni il loro export è aumentato del 97,9 per cento in valore e del 76 per cento in volume. Il vino prodotto in Veneto raggiunge complessivamente circa 150 Paesi, a conferma della dimensione internazionale assunta dal comparto regionale.