Frammenti di corteccia risalenti a oltre 10.000 anni fa sono stati individuati a circa cinque metri di profondità nel terreno del paleoalveo di via Toscana, a Rubano. Il ritrovamento offre nuovi elementi per ricostruire l’evoluzione della pianura padovana e porta a ipotizzare che in quell’area scorresse ancora l’antico Brenta durante il Mesolitico antico.
Il ritrovamento durante i carotaggi
I reperti sono emersi all’interno di una porzione sabbiosa intercettata dal carotaggio. La composizione del terreno è compatibile con un deposito di canale fluviale: i frammenti potrebbero quindi essere stati trasportati dalla corrente e adagiati sul fondo del corso d’acqua. L’ipotesi è che il paleoalveo fosse ancora attivo circa 10.300 anni fa, oppure in un periodo di poco successivo.
I carotaggi sono stati eseguiti da Servizi Geologici srl, con il lavoro del dottor Francesco Morbin. L’analisi dei materiali è stata concessa dal professor Gilberto Artioli, del dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova. Mattia Parnigotto, assegnista di ricerca al dipartimento di Scienze chimiche dell’ateneo, ha illustrato i risultati della datazione.
«I risultati hanno permesso di datare i frammenti, con il 95,4% di probabilità, tra l’8426 e l’8254 prima di Cristo».
La fascia temporale individuata corrisponde a un periodo compreso, secondo l’analisi, tra circa 10.200 e 10.400 anni fa. Si tratta della fase iniziale del Mesolitico, quando il clima europeo stava migliorando dopo l’ultima glaciazione e i fiumi della pianura padovana stavano modificando progressivamente i propri percorsi.
Un’area verde da conservare
Il ritrovamento si inserisce nella storia geologica dell’area di via Toscana, un corridoio naturale rimasto verde e non edificato. Proprio per la presenza dell’antico alveo, la strada è destinata a cambiare denominazione e a diventare via del Paleoalveo. Il luogo è già interessato da iniziative di cittadini e volontari di Slow Food Padova, che lavorano a un progetto di conservazione e valorizzazione dell’area.
- Località: via Toscana, nel territorio di Rubano.
- Profondità del ritrovamento: circa cinque metri.
- Datazione: tra l’8.426 e l’8.254 avanti Cristo, con probabilità del 95,4 per cento.
Tra le proposte c’è la trasformazione del corridoio in un «parco tascabile», concepito come spazio di aggregazione, cultura e agricoltura. Nell’area la strada viene già chiusa la domenica, consentendo di attraversare il paleoalveo e di partecipare alle iniziative ambientali organizzate nel corso dell’anno.
La corteccia conservata nel deposito sabbioso aggiunge così un elemento concreto alla ricostruzione dell’antico paesaggio fluviale. Il Brenta, in quella fase remota, aveva un percorso diverso da quello attuale e contribuiva alla formazione dei terreni della pianura padovana. La tutela della porzione verde di Rubano riguarda quindi non soltanto la fruizione dello spazio, ma anche la conservazione delle tracce geologiche custodite nel sottosuolo.