Ad Abano Terme il linguaggio delle cure termali entra nel dibattito sulle strategie per ampliare il pubblico. Andrey Dimitrov, titolare del Terme Eterna Resort, ha proposto di sostituire la parola «fango» con «argilla biotermale». L’obiettivo dichiarato è aggiornare la comunicazione di uno dei trattamenti più riconoscibili del bacino euganeo e renderla più vicina ai temi del benessere e della prevenzione.
Un trattamento oltre la cura tradizionale
La proposta nasce dalla considerazione che il termine fango continui a essere associato soprattutto a una clientela anziana e a trattamenti effettuati quando sono già presenti problemi fisici. Nella lettura di Dimitrov, invece, il trattamento dovrebbe essere presentato anche come uno strumento per prendersi cura di sé prima dell’insorgenza di disturbi, all’interno di un percorso legato alla qualità della vita e alla longevità.
Il titolare del resort collega questa impostazione alla strategia del «longevity hotel», un modello che mette insieme trattamenti termali, prevenzione e benessere. Il cambio di denominazione, quindi, non viene proposto come un semplice aggiornamento lessicale, ma come parte di un riposizionamento dell’offerta: dalle cure percepite come rivolte principalmente a chi ha già un’esigenza sanitaria a una proposta capace di intercettare anche chi considera la prevenzione una componente della propria quotidianità.
Il calo della clientela tedesca
A spingere verso una riflessione sui pubblici di riferimento è anche l’evoluzione dei flussi turistici. La clientela tedesca, storicamente importante per le Terme Euganee, si è ridotta dopo la diminuzione dei rimborsi garantiti dalle casse malattia per i trattamenti termali. In questo scenario, secondo l’impostazione illustrata da Dimitrov, il settore deve cercare nuovi visitatori e utilizzare una comunicazione meno legata all’immagine tradizionale del termalismo.
- Nuovo linguaggio: «argilla biotermale» al posto di «fango»;
- Posizionamento: prevenzione, benessere e longevità accanto alle cure;
- Pubblici da ampliare: visitatori più giovani e residenti del territorio.
Il rapporto con i residenti
Un altro tema riguarda la conoscenza dei servizi da parte di chi vive ad Abano e Montegrotto. Gli operatori segnalano che non sempre i residenti sanno di poter accedere ad alcuni trattamenti pagando il ticket, quando ricorrono le condizioni previste. La comunicazione, dunque, non sarebbe rivolta soltanto ai turisti provenienti da altri Paesi o da altre regioni, ma anche al pubblico locale.
Alla proposta ha espresso un parere favorevole anche Cristina Borile, vicepresidente della sezione Turismo di Confindustria. Il cambio di nome è stato considerato una possibile strategia di marketing per aggiornare l’immagine delle terme. Il confronto si inserisce così nella ricerca di una comunicazione più vicina ai concetti di benessere, prevenzione e longevità, con l’intento di allargare la platea interessata al prodotto termale euganeo.