Un rapporto in rapida evoluzione
L’Ufficio studi della Cgia segnala che, nel 2025, il Veneto aveva 2,2 milioni di occupati e tutti gli enti erogatori di trattamenti pensionistici e assistenziali hanno pagato oltre 1,8 milioni di pensioni. Il risultato è un rapporto tra occupati e pensionati che si sta progressivamente avvicinando a 1 a 1, molto distante dal rapporto di circa 3 a 1 registrato negli anni Ottanta.
Le previsioni a breve termine
La Cgia stima che tra il 2025 e il 2029 usciranno dal mercato del lavoro 291.200 veneti, pari al 13 per cento degli occupati registrati. L’ente indica questo fenomeno come causa di un esodo verso la quiescenza che avrà effetti sul tessuto produttivo regionale, in particolare sulle imprese che già segnalano difficoltà nel reperimento di manodopera.
- Occupati in Veneto nel 2025: 2,2 milioni;
- Pensioni erogate nel 2025: oltre 1,8 milioni;
- Previsione uscite dal lavoro 2025-2029: 291.200 (13% degli occupati).
Impatto sulle imprese, con attenzione alle piccole realtà
Secondo l'analisi, l’invecchiamento della popolazione non è solo un fenomeno demografico ma anche economico: la scarsità di ricambio generazionale rappresenta un vincolo strutturale alla crescita. Le piccole e micro imprese, che costituiscono una fetta rilevante del sistema produttivo veneto e padovano, risultano tra le più esposte alle difficoltà operative determinate dalla carenza di personale.
La Cgia sottolinea che la tendenza al sorpasso tra pensionati e occupati è già avvenuta in alcune province (il testo cita i casi limite di Belluno e Rovigo) e potrebbe estendersi al resto della regione nei prossimi anni. Il quadro descrive una pressione crescente sul mercato del lavoro regionale, con possibili ricadute su produttività, servizi e capacità di sostituire competenze qualificate nelle imprese.
Le misure e le politiche necessarie per affrontare il fenomeno non sono indicate nel dettaglio dall'analisi presentata dall'Ufficio studi della Cgia; il rapporto fornisce però dati e previsioni che possono orientare amministrazioni locali, associazioni di categoria e datori di lavoro nell'elaborazione di strategie di gestione del personale, formazione e attrazione di nuove generazioni nel mercato del lavoro.