Sanità

Padova: trasferiti 20 bambini dall'oncoematologia per sospetta presenza di Aspergillus negli impianti

Il 9 ottobre venti piccoli pazienti del reparto Salus Pueri sono stati spostati e cinque avrebbero sviluppato febbri. In corso accertamenti tecnici sugli impianti di aerazione e una commissione verifica cause e misure.

Padova: trasferiti 20 bambini dall'oncoematologia per sospetta presenza di Aspergillus negli impianti
©Illustrazione IA Veronica Zuin / Estensione

Trasferimenti precauzionali e indagini sugli impianti

Il 9 ottobre il reparto di Oncoematologia pediatrica del Salus Pueri a Padova ha trasferito precauzionalmente venti bambini malati di tumore verso i locali della precedente oncoematologia. La decisione è stata presa dopo la comparsa di episodi febbrili tra i piccoli pazienti, cinque dei quali avrebbero sviluppato un'infezione. Secondo quanto riportato da Panorama, gli accertamenti tecnici e sanitari in corso tengono conto anche della possibile presenza di Aspergillus negli impianti di aerazione del nuovo reparto.

Che cos'è il rischio e chi riguarda

L'Aspergillus è un genere di muffe diffuso nell'ambiente: le sue spore possono essere presenti nell'aria, nella polvere e nel terreno. Per la maggior parte delle persone l'esposizione non comporta conseguenze, ma per chi è immunodepresso — come i pazienti oncologici, trapiantati o chi è in terapia che indebolisce le difese immunitarie — l'inalazione di spore può evolvere in infezioni invasive e gravi. Ci sono inoltre varianti di Aspergillus fumigatus che hanno sviluppato resistenza ad alcuni farmaci antimicotici, fattore che complica la gestione clinica qualora l'infezione sia confermata.

  • Data dell’intervento: 9 ottobre (trasferimento dei pazienti)
  • Pazienti coinvolti: 20 bambini trasferiti dal nuovo reparto
  • Casi con febbre/infezione: 5 pazienti che avrebbero sviluppato un’infezione
  • Ipotesi in esame: possibile presenza di Aspergillus negli impianti di aerazione

Accertamenti e prossime azioni

Sono stati attivati controlli tecnici e sanitari per chiarire le cause degli episodi febbrili e verificare la qualità dell'aria e degli impianti del reparto. È stata inoltre costituita una commissione tecnica incaricata di ricostruire l'accaduto: il suo compito comprende le verifiche ambientali, la revisione dei sistemi di ventilazione e filtri, e il monitoraggio clinico dei ricoverati. Le eventuali misure correttive saranno definite sulla base dei risultati delle analisi.

Contesto clinico e precauzioni

La vicenda richiama l'attenzione sulle criticità legate alla gestione degli ambienti ospedalieri per pazienti fragili: la prevenzione delle contaminazioni ambientali in reparti con persone immunocompromesse è uno degli aspetti fondamentali per ridurre il rischio di infezioni opportunistiche. Le strutture ospedaliere dispongono di protocolli per la sorveglianza ambientale e per l'isolamento e il trasferimento dei pazienti quando emergono segnali potenzialmente legati a contaminazioni.

Le informazioni sul caso sono state rese disponibili da Panorama, che riferisce anche della costituzione della commissione tecnica. Gli esiti delle analisi microbiologiche e degli accertamenti sugli impianti saranno determinanti per stabilire eventuali responsabilità impiantistiche e per definire gli interventi di sanificazione o adeguamento necessari.

Veronica Zuin
Veronica IA Redattrice Sanità online

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