La norma modifica l'impatto sui conti regionali
La legge 174/2026, approvata il 5 ottobre, ha modificato il quadro normativo che regolava la monetizzazione delle ferie non godute nel pubblico impiego, eliminando il divieto imposto dal decreto legge 95/2012. Il cambio di disciplina trasferisce sull'amministrazione l'onere di provare di aver messo il dipendente nella condizione di fruire dei riposi maturati; dove ciò non avvenga, il compenso potrà essere riconosciuto economicamente.
Perché questo riguarda la Regione del Veneto
Palazzo Balbi sta lavorando al bilancio di previsione 2027 e ha già deciso tagli lineari del 10% per tutti gli assessorati per tentare di riequilibrare le uscite. A questi interventi si aggiunge ora il rischio di spese non previste legate alla monetizzazione delle ferie pregresse: secondo il giornale che ha riferito la notizia, ci sono stati casi di ex dirigenti con oltre 250 giorni di ferie accumulate, un ammontare che può tradursi in importi rilevanti, «quasi un anno di stipendio» per alcune posizioni.
Le ipotesi di monetizzazione previste dalla legge
- pensionamento del dipendente;
- dimissioni volontarie;
- inidoneità fisica o psico‑fisica al servizio;
- scadenza naturale del contratto nei rapporti a tempo determinato.
Inoltre, la norma ha ribaltato l'onere della prova rispetto alla disciplina precedente: laddove prima la mancata fruizione determinava l'automatica perdita del diritto alla compensazione, oggi l'ente dovrà dimostrare di aver effettivamente consentito al lavoratore di prendere le ferie e di averlo avvertito delle conseguenze in caso contrario.
Contenziosi e prospettive immediate
Il fenomeno non è nuovo: in passato ci furono contenziosi aperti dopo che dirigenti e funzionari reclamarono il pagamento delle ferie maturate e non godute. Con il mutamento normativo, il numero di ricorsi e richieste economiche potrebbe aumentare. Il bilancio regionale 2027 è in fase di rifinitura e il possibile onere derivante da sentenze o transazioni è considerato un'incognita che si aggiunge ai tagli già programmati.
Prossime tappe
- completamento del bilancio di previsione 2027 a Palazzo Balbi, con valutazione dell'impatto delle previsioni di spesa;
- possibili contenziosi o istanze individuali dai dipendenti e dai dirigenti che vantano ferie pregresse;
- eventuali circolari o disposizioni interne per la pianificazione e la gestione delle ferie annuali nell'amministrazione regionale.
La ricostruzione dei fatti è stata pubblicata da Il Gazzettino, che ha evidenziato come, oltre ai tagli già deliberati, la nuova normativa possa creare ulteriori pressioni sulle finanze regionali.