Sfida all’ultimo quiz: 65 mila aspiranti medici per circa 10.000 posti

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Sono stati oltre 65 mila gli aspiranti camici bianchi che martedì 8 aprile 2014 si sono messi alla prova affrontando il tanto temuto e odiato test d’ingresso alle facoltà di Medicina e Chirurgia di tutta Italia. Quest’anno per la prima volta, la fatidica prova è stata anticipata ad Aprile, suscitando il dissenso e le fondatissime critiche dei maturandi che si sono visti costretti a scegliere tra lo studio in preparazione al test e quello per la maturità.

“Dal momento che siamo ad Aprile e sono impegnatissima tra maturità, compiti a casa e esami di patente, studiare anche per il test è stato quasi impossibile! Ho cercato di fare esercizio nel tempo libero e mi sono preparata meglio che ho potuto, ma purtroppo in modo superficiale[…]” Questo è quanto ci dice Matilde S., studentessa del quinto anno del liceo “G.B. Ferrari” di Este, che come tanti altri suoi coetanei si è vista costretta a scegliere tra lo studio per la maturità o per il test.

Nelle ore immediatamente successive alla prova vi è stato un avvicendarsi di proteste da parte di alunni e di movimenti studenteschi come l’Udu (Unione degli universitari) da sempre contrario al test d’ingresso per l’accesso a facoltà come Medicina: una selezione che nega il diritto allo studio. E come non essere d’accordo?

“La modalità di selezione con un test a crocette la trovo assolutamente insensata, inutile”. Così esordisce Marta A., anch’essa studentessa di quinta superiore iscritta al liceo “G.B. Ferrari” e anche lei tra coloro che hanno provato il test quest’anno, che prosegue dicendo: La storia del “solo chi studia entra e si merita di studiare medicina” è una sciocchezza enorme. Ho sentito di ragazzi che dicevano che andavano a provare a caso dicendo di mettersi alla prova pur temendo qualsiasi cosa avesse a che fare con i sangue e simili! Insomma privi di quella passione che dovrebbe spingere un ragazzo a tentare la strada della medicina.”

Questa passione è invece proprio ciò che non manca Francesca P., 21 enne iscritta alla facoltà di Scienze Naturali presso l’università di Padova, la quale ci rivela: ”La cosa che mi ha spinta a riprovarlo per la terza, e forse ultima volta, è stata il fatto che penso sia quello che davvero voglio fare nella mia vita.”

Nell’occhio del ciclone vi sono anche le irregolarità riscontrate presso l’ateneo di Bari, in cui una busta sigillata sarebbe stata manomessa. L’Udu e l’associazione studentesca Rete hanno richiesto immediatamente l’annullamento del test a livello nazionale ma la risposta del Miur non si è fatta attendere:” I test non saranno annullati, se reato se ne occuperà la magistratura.”

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A fronte di tutte queste polemiche, perché l’Italia non può adottare un criterio di selezione differente?
Abbiamo l’esempio di Paesi come la Francia o la Svizzera in cui l’iscrizione alla facoltà di Medicina è aperta a tutti e permette quindi agli studenti di dimostrare ciò che sono in grado di fare, consente loro di  misurarsi con le proprie capacità e magari capire se sarebbero realmente in grado di sopportare la mole di studio che caratterizza facoltà come questa; al termine del primo anno, se gli studenti hanno sostenuto tutti gli esami e mantenuto una certa media potranno continuare il loro percorso di studi.

Ma forse l’Italia ancora una volta non è pronta a questo grande passo, secondo Francesca: ”Se non ci fosse il numero chiuso penso sarebbe ingestibile la cosa! Però almeno dovrebbero fare test coerenti con la preparazione che uno studente può avere dopo un diploma di quinta superiore[…]“, continua Matilde sulla stessa lunghezza d’onda: ”A mio parere si potrebbe attuare una selezione in base al merito e all’impegno dimostrato dagli studenti durante i primi esami”.

Ho chiesto infine alle ragazze se l’anno prossimo, in caso di esito negativo, riproveranno il test e le risposte sono state piuttosto diverse, c’è chi ha già pensato ad un alternativa e chi invece inseguirà ancora i propri sogni nella speranza di vederli realizzati.

In attesa dei risultati che usciranno il 22 Aprile, ciò che posso augurare loro è che ognuna possa trovare la propria strada entrando a far parte di quelli che ce l’hanno fatta, ma se cosi non fosse, non arrendetevi! E sulla base della mia stessa esperienza vi dico di non fossilizzarvi su un test, non pensiate di non valere solo perché non è andato come speravate. Vedrete che questo atteggiamento positivo vi porterà a camminare verso nuovi sentieri che magari non avreste mai pensato di percorrere e che vi affascineranno giorno dopo giorno.

Ovviamente i miei complimenti vanno anche a tutti coloro che ce l’hanno fatta.

Eleonora Zerbetto