RUBRICHE – Pensieri di Gulliver

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imageUn colpo al cerchio, un colpo alla botte, questo è il proverbio che più fa per Este. Grandi intellettuali, grandi artisti e grandi pensatori, ecco cos’è vivere a Este; niente ironia, è tutto falso. È sempre stato così, da anni un gruppo che si chiama fuori, “alternativo”, giudica il gruppo “mainstream”, ma la domenica, non manca mai il sorriso falso stampato sui denti; è d’obbligo (ecco perché il proverbio). Per carità più che giustificabile, tutti critichiamo i bar centrali, ma anche se non ci piacciono c’ andiamo, perché? Semplice, le ragazze ci vanno. Lì ci sono i “belli”. Purtroppo io vado per le ragazze, e non loro per me, che amarezza. Ma quello che non pensiamo, è che effettivamente nei discorsi di noi grandi pensatori, forse un po’ meno belli, ma più intelligenti, mettiamo “loro” al centro di ogni nostra intenzione, ma chi sono loro? Gli irrudicibili della domenica, primi posti sui tavoli, spritz e occhiali da sole, un titolo che si tramanda di generazione in generazione. Fuori da qui effettivamente c’è un mondo diverso, dove staordinariamente le cose sono viste sotto altre prospettive, ma Este tracolma di superficialità; non è un difetto, è una caratteristica come un’altra. O parli di vestiti, o parli di teatro, l’importante è poterne parlare e dire: io sono. Per farla breve, prendi gli “elevati”, prendi i “belli” l’unico posto per tutti, sono circa un 300 mq di falsità, di giudizi, di teatranti e di teatrini. È da qui che nasce la mia riflessione (avrei voluto un po’ aspettare, ma l’occasione fa l’uomo ladro): Fondamentalmente, tutti cercano un posto in questo mondo, c’è chi lo trova e chi no. Chi in un bar, chi in un libro, ognuno di noi è diverso, e proprio per questo, non tutti hanno la possibilità di sentirsi a casa, di potersi esprimere liberamente, rifugiandosi così in posti che non sentono loro. I personaggi fuori luogo sono molto buffi, goffi, e per questo ho deciso che il mio lavoro in Estensione dovesse incentrarsi sul descrivere posti personalissimi, così da poter ricercare per me stesso un rifugio, e in questa ricerca aiutare voi. Il fine dei miei articoli, non è tanto dare un giudizio secco e sterile, bensì di capire se un edificio, fisico e non, è adatto o no per una certa personalità senza partire da pregiudizi, come è stato per il Fabríc. Con questo non voglio svalutare la deficienza di alcuni individui, ma voglio solamente dire che ognuno è libero di stare bene con se stesso, non mettendosi al centro di ogni attenzione, perché ha più pubblico di altri, ma ritagliandosi il suo mondo, intimo e privato. Non voglio dilagare in discorsi ripetitivi, ed essere diretto: in ogni posto ci sono persone, musica e parole diverse, quindi nel posto giusto c’è la persona giusta, la musica giusta e le parole giuste. Seguitemi e cerchiamo insieme.

Con estrema umiltà,

Eugenio Bellon