RUBRICHE – Este a cuore aperto

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letteradamore
Cara Ilenia,

ho deciso di scriverti dopo aver pensato molto se farlo o no. A convincermi alla fine è stato quel pizzico di buonsenso che forse ancora mi rimane. La situazione che ti descriverò ora non è né bella né facile, per cui se non vorrai rispondere o se non mi capirai lo accetterò. Io sono quella che in genere viene definita una bella ragazza. Dalla vita ho avuto tutto finora: fascino, salute, fidanzati, attenzioni, amiche, soldi, qualsiasi cosa che una giovane possa desiderare. A scuola e nello sport (facevo danza) sono sempre andata bene, e il mondo mi ha sempre vista come un modello, un esempio da seguire. Per un certo periodo anch’io sono stata soddisfatta di me. Da un po’ di tempo, però, è cambiato tutto. Ogni cosa ha perso di significato, ogni cosa è diventata inutile, vuota, banale. Faccio le cose che fanno tutti: prendo il treno, vado all’università, studio, esco con le amiche, mi sento con i ragazzi, vado a ballare, mi compro i vestitini che mi piacciono tanto…eppure, non so come spiegartelo, questo non mi basta più. Niente mi basta più. Sento che la mia vita sta passando inutilmente. I giorni passano e io resto qua, a fare le solite cose, senza un motivo valido, ma perché è quello che fanno gli altri, perché è l’abitudine. Ci sono dei momenti in cui mi trovo sola davanti allo specchio e scoppio a piangere. Vorrei addirittura morire: mi fa troppa paura il vuoto che avverto dentro e intorno a me. Che senso ha tutto ciò? Mi puoi aiutare?

G.

Cara G.,

inizierò subito porgendoti una domanda alla quale mi auguro tu ti sappia dare una vera risposta: tutto ciò che fai, lo fai per te?
L’essere brava a scuola o il praticare uno sport sono azioni che svolgi perché tu stessa lo vuoi o piuttosto perché credi sia giusto comportarsi così?
Spesso noi giovani agiamo in determinati modi per rendere felici le persone che ci circondano, in primis la propria famiglia, oppure perché il sistema così impone, finendo per credere che tutto ciò renda sereni ed appagati anche noi stessi.
Ricopriamo quindi un ruolo piuttosto che essere ciò che realmente vogliamo.

Io credo che il tuo problema fondamentale sia questo: ora come ora, la tua quotidianità non ti appartiene, senti che non ti dona nulla per migliorare, non ti sprona. Nonostante questo però continui, e lo fai, come tu stessa hai scritto, per abitudine. Ecco, gran brutta cosa quella! L’abitudine, molte volte opprime, è il rifugio nel quale ci nascondiamo quando non abbiamo la forza di cambiare le carte in tavola.
Come te, tantissimi soffriranno questa situazione di apatia, ma il punto rimane sostanzialmente sempre lo stesso: è necessario, anzi urgente, prendere il comando.
Da un lato noi abbiamo la fortuna che, essendo giovani, possiamo ancora sconvolgere tutto, poiché è come se qualsiasi cosa ci appartenesse ma non fosse realmente ancora nostra. Quindi perché non farlo? Perché è meglio crogiolarsi in questo limbo di insoddisfazione e vacuità?

Quanto bello potrebbe essere, invece, svegliarsi la mattina con il sorriso sulle labbra, convinti che la giornata sarà meravigliosa o che, quantomeno, noi faremo in modo che lo sia?

Il perfetto ingranaggio che contraddistingueva la tua quotidianità ha subito una battuta di arresto, quindi io credo sia giunto il momento di capire quale sia il meccanismo che si è inceppato, e, se necessario, rimuoverlo.
Il percorso universitario da te intrapreso non ti convince? Beh, allora perché continuare su un’onda sbagliata? L’uscire con le amiche per andare in discoteca non ti soddisfa più? La soluzione è parlarne con loro e prendere una posizione, non adagiarti in base alle classiche scelte comuni.

E, soprattutto, non avere paura che una possibile rivoluzione crei dei disastri nelle persone che ti sono vicine: piuttosto, parla con loro, rendile partecipi del tuo disagio interiore. La propria famiglia è un nucleo indissolubile, è la tua casa da quando sei nata. Chi meglio dei tuoi genitori, o eventuali fratelli/sorelle, può conoscerti fino in fondo? Potrebbero aiutarti donandoti la forza per cambiare ciò che non va.

Questo consiglio, ovviamente, non vuole portarti ad abbandonare ogni progetto ogniqualvolta tu non ti ritenga soddisfatta: siamo su un altro piano, credo tu sappia che per alcune cose è importante lottare e non arrendersi nei momenti di buio.

Il vuoto che tu percepisci prima o poi si colmerà, il come ancora non si può sapere, ma non credi possa essere entusiasmante scoprirlo? Pensiamo di aver già capito tutto della nostra vita, ma non è così. Molte volte si vuole gettare la spugna perché la vita ha giocato solo delle brutte carte, ma il mazzo è ancora grande, e ci sono ancora molte carte buone. Si vive per vivere, per vedere se succede qualcosa. E c’è sempre una seconda possibilità di cambiarle queste carte!

Un abbraccio.

Ilenia Sanna