RUBRICHE – Buona settimana – Rosso Mediterraneo

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reato_immigrazione_clandestina_ordinamento_italianoA chi, come noi, scrive perché crede che con le parole si possano cambiare le cose, il lettore chiede, giustamente,  speranza. Ma la speranza si alimenta con la consapevolezza, altrimenti diventa illusione. E l’illusione, si sa, tende a trasformarsi in delusione con estrema facilità.

Il Mar Mediterraneo è rosso di sangue, e non certo dall’ultima terribile strage di migranti avvenuta la settimana scorsa al largo di Lampedusa. Singolare che l’Italia e il mondo se ne siano accorti solo adesso, a causa di un numero di cadaveri ripescati eccezionalmente elevato rispetto al solito. Per anni abbiamo nascosto il problema sotto la montagna di soldi gentilmente offerta dal nostro governo a Gheddafi per bloccare gli sbarchi e far morire i disperati lontano da noi. Ora che la questione si è ripresentata nel pieno della sua drammaticità e complessità, fingere di ignorarla dopo qualche spruzzo di lacrime ben assestato sarebbe imperdonabile. E’ facile piangere oggi i morti di Lampedusa (sebbene non sia scontato, considerate le bandiere di xenofobia e razzismo che nel nostro Paese continuano a sventolare senza vergogna), la vera scommessa però è non dimenticarsene domani. Gli errori servono a darci lezioni. E le lezioni servono a insegnarci qualcosa, se siamo disposti a imparare. Sarebbe inaccettabile andare avanti lasciandoci tutto alle spalle come se niente fosse successo, perché così succederà ancora. Chi spende ogni cosa per salire su un vecchio barcone fatiscente, senza acqua né cibo, stipato assieme a centinaia di altri disperati ai quali è stato negato il futuro, non lo fa per sfizio personale. Lo fa perché fino a cinquant’anni fa il ricco, libero e culturalmente avanzato Occidente si costruiva il benessere sfruttando la sua terra. L’Europa non può essere Europa solo quando si parla di spread e parametri economici. Deve esserlo anche e soprattutto quando si tratta di giustizia e rispetto della dignità umana. Altrimenti meglio mettere via i fazzoletti e risparmiare l’ipocrisia delle lacrime e delle belle parole per altre occasioni.

Davide Permunian

2 Commenti

  1. Se ne sono viste di tutti i tipi in questi giorni sui social network di commenti all’accaduto. Ho visto soprattutto tante, forse troppe, persone che vedono come unica via per il loro benessere lo schiacciamento degli altri, in una visione del mondo centrata solamente sul proprio io (d’altra parte, “diverso” per queste persone significa tutto e niente, dato che la sua valenza si estende dall’immigrato al vicino di casa). E poi ho visto tanta indifferenza. Io personalmente credo che sia il momento di iniziare a parlare seriamente dell’argomento, a fare informazione. Perchè è quella che manca a mio avviso…manca l’andare un po’ più a fondo, il conoscere più nel dettaglio la situazione. Forse dato che i media condizionano ogni giorno con prepotenza la mente delle persone, è bene sfruttarli anche per farci condizionare in positivo, e per diffondere ed analizzare la realtà da altri punti di vista, uno, per esempio, è quello dell’immigrato.
    Grazie dunque per questo bell’articolo che incomincia l’opera!

  2. Quello che tu chiedi, ovvero una nuova informazione onesta e approfondita, è uno degli obiettivi che ci siamo posti sin dall’inizio e che, nel nostro piccolo, cerchiamo sempre di raggiungere. Grazie a te per l’attenzione con cui ci segui e per la bella riflessione!

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