RUBRICHE – Buona settimana – Bolobene e Bolofeccia

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204249839-7dc870c6-9f88-44d8-b339-ced66f4a9205Venerdì scorso due gruppi di adolescenti bolognesi si sono dati appuntamento ai Giardini Margherita per risolvere di petto una questione. Sul web, e precisamente su un social network di nome Ask, era nato un acceso battibecco tra i liceali del centro, i cosiddetti Bolobene, e gli studenti degli istituti di periferia, i cosiddetti Bolofeccia. Non possiamo purtroppo avere la certezza di quale fosse l’argomento di discussione: si trattava di un dibattito sul teatro shakespeariano, mormorano alcuni, era una dissertazione di impronta metafisico-filosofica, suggeriscono altri. Fatto sta che erano cominciati a volare gli insulti, come a volte succede a chi sostiene con orgoglio il proprio punto di vista, sicuro della nobiltà delle sue convinzioni. A questo punto, desiderosi di far valere il loro onore e vendicare gli oltraggi subiti, gli appartenenti alle due categorie hanno cavallerescamente deciso di abbandonare l’anonimato offerto da Ask affrontandosi faccia a faccia nel mondo reale. I coraggiosi se le sono date di santa ragione fino all’arrivo dei carabinieri, tra gli sguardi sbigottiti dei passanti increduli nell’assistere a una battaglia di altri tempi. Pare comunque che non ci siano stati caduti o feriti gravi, ma solo l’occhio nero di qualche giovane guerriero.

Vorrei incontrare ora i fior di opinionisti, sociologi e pedagogisti che si divertono a occupare televisioni e giornali per lanciare allarmi sulla crescita delle nuove generazioni, paventando il rischio di una fantomatica “emergenza educativa”. Ma quale emergenza educativa, questo episodio ci mostra una volta di più di che pasta sono fatti i nostri ragazzi. Altro che fragili, annoiati, viziati e senza valori, la verità è che sono tremendamente tosti e quando c’è da menar le mani non si tirano indietro. Sono così maturi da aver capito che l’educazione, la tolleranza e il buon senso, al contrario della prepotenza, non sono oggi indispensabili per fare strada nel mondo, e che per valere qualcosa occorre farsi rispettare. Insomma, signori miei, se siete preoccupati non avete capito niente. Suvvia, cosa sarà mai un regolamento di conti tra duecentocinquanta adolescenti in un parco del centro?

Davide Permunian