venerdì 24 Maggio 2019
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Redditi, oggi il “giorno di liberazione fiscale”: da domani operai lavorano per guadagnare

imageArriva oggi, dopo 132 giorni di lavoro, il cosiddetto “giorno di liberazione fiscale“, ossia il giorno in cui gli operai smettono di pagare il fisco e iniziano a lavorare per guadagnare.

L’Ufficio studi della CGIA di Mestre ha preso in esame il reddito disponibile di un operaio tipo (con moglie e figlio a carico e uno stipendio mensile netto che con il bonus degli 80 euro sale a 1.631 euro) e lo ha suddiviso per i 365 giorni dell’anno, ottenendo così il guadagno medio quotidiano. Successivamente, si è proceduto considerando l’ammontare delle imposte, delle tasse e dei contributi “gravanti” sul reddito e sui consumi che questo contribuente tipo versa allo Stato (pari a 9.627 euro), suddividendolo per il guadagno giornaliero. Il risultato di questa operazione (pari a 132 giorni) individua nel 13 maggio la data a partire dalla quale questo operaio tipo lavorerà per sé e non più per il fisco.

Si evidenzia così come gli 80 euro proposti dal premier Renzi siano stati coperti dall’aumento dell’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche), delle imposte e dei contributi. Per quanto concerne altri tipi di imposte non vi sono variazioni degne di nota. Tasi, Tari, bollo auto e RC auto sono stabili sul lungo periodo come accise e Iva sui consumi che presentano solo lievi differenze rispetto l’anno precedente. Di seguito proponiamo la tabella pubblicata da Tgcom24:

Fonte TGCOM24
(Fonte: Tgcom24)

Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA, propone di ridurre gli sprechi, passando ad un regime fiscale federale, rendendo più efficiente la base organizzativa statale: “Contraendo in maniera strutturale la spesa pubblica improduttiva possiamo ridurre anche le tasse. Per far questo è necessario riprendere in mano il federalismo fiscale che, a mio avviso, è l’unica strada percorribile per raggiungere questo obiettivo. Infatti, le esperienze europee ci dicono che gli stati federali hanno un livello di tassazione e una spesa pubblica minore, una macchina statale più snella ed efficiente e un livello dei servizi offerti di alta qualità”.

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Andrea Fasson
Andrea Fasson
Atestino di nascita, frequento il corso in Diritto dell'Economia presso l'Università di Padova e lavoro come commis di sala "Al Portone", storica pizzeria e ristorante di Este. Faccio parte di Estensione dal 2014 e ne curo il settore commerciale. Amo il mondo della cucina e dell'economia che, umilmente, scopro giorno dopo giorno.
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