Olmo, petizione del comitato al Consiglio comunale

La raccolta firme si terrà sabato mattina sotto l'Olmo: l'obiettivo è portare il parlamentino atestino a ridiscutere sulla destinazione dell’area

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ESTE. Il comitato “L’Olmo” non si arrende e lancia una petizione per portare il futuro dello spazio da cui prende il nome all’attenzione del Consiglio comunale. L’appuntamento è per sabato mattina dalle 11 alle 12,30: «Raccoglieremo le firme sotto l’Olmo per chiedere meno posti auto e più verde in questa zona» annunciano i promotori dell’iniziativa. Nella petizione vengono elencati i vari progetti mai realizzati per restituire alla città lo spazio. Inoltre «si invita l’attuale Consiglio a ridiscutere sulla destinazione dell’area Olmo, una zona della città centrale e ricca di storia da rendere fruibile per i cittadini come spazio verde, area archeologica e giardino botanico». Il testo ricorda come sia ammessa dai regolamenti comunali l’adozione di zone verdi da parte di cittadini e associazioni senza oneri per il Comune: il comitato, infatti, ha sempre dichiarato la propria disponibilità a occuparsi della manutenzione dell’Olmo.

La scelta di provare a coinvolgere il Consiglio comunale arriva dopo gli screzi di cui l’associazione è stata protagonista con l’Amministrazione. L’ultima puntata della controversia è andata in onda nelle scorse settimane, quando ai volontari del comitato è stato negato l’accesso all’area per via della presenza di un cantiere finalizzato a livellare il terreno. Il sindaco Roberta Gallana ha comunque sottolineato che per togliere definitivamente lo spazio dal degrado servirebbero più di due milioni di euro: una cifra di questi tempi quasi proibitiva per le casse di un ente locale. «Perché non vengono prese in considerazione le nostre proposte, che non costerebbero affatto alla collettività?» si è allora chiesta l’associazione. Sempre Gallana, però, ha ribadito la contrarietà a queste stesse proposte espressa dai residenti, preoccupati di conservare la tranquillità della zona. Ora il comitato gioca la carta della petizione per chiamare in causa il Consiglio.