venerdì 15 Febbraio 2019
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Minacciato con un taglierino da una baby gang

(Foto: www.nextquotidiano.it)
(Foto: www.nextquotidiano.it)

Minacciato di morte da una baby gang mentre rientrava a casa dall’università. Brutta avventura per un giovane di Ospedaletto Euganeo: Matteo Maron, studente universitario a Verona, aveva chiesto ad alcuni ragazzi di smettere di fumare in autobus. Poco dopo gli stessi ragazzi l’hanno raggiunto alla stazione ferroviaria, puntandogli contro un taglierino. Solo la presenza di diversi pendolari, prontamente intervenuti per dargli manforte, ha evitato il peggio.

Maron, terminate le lezioni, si sta dirigendo in pullman verso la stazione ferroviaria di Verona Porta Nuova. A un certo punto salgono sette ragazzi di età compresa tra i 16 e i 19 anni, quattro di loro con la sigaretta accesa. Il giovane, assieme ad altri passeggeri, li invita a spegnerle. Al che i ragazzi  rispondono: “Noi siamo da Verona e facciamo il c…. che ci pare, voi non siete nessuno per dirci quello che dobbiamo fare”. Maron non ci sta. Raggiunge l’autista, chiedendogli di prendere provvedimenti. Alla fermata successiva, per evitare guai, i ragazzi gettano via i mozziconi. Sembrerebbe tutto finito. Invece non è così.

“In autobus, dopo, continuavano a lanciarmi occhiatacce. Giunti alla stazione dei treni, ho notato che stavano scendendo assieme a me. Mi sono insospettito perché avevano detto di abitare Verona, ma ho pensato che in fondo non erano affari miei” racconta Maron. Il giovane raggiunge il proprio binario. I ragazzi, che l’hanno seguito, lo circondano e cominciano a insultarlo. Dopo un’accesa discussione, cinque di loro lo immobilizzano mentre uno tira fuori un taglierino dallo zaino. “Se la prossima volta rompi ancora i c… ti taglio a pezzettini!” urla. Fortunatamente arrivano altre persone e la banda decide di darsi alla fuga. Maron, che alla vicenda ha dedicato un lungo sfogo su Facebook, a distanza di qualche giorno commenta così: “Sono allibito da quanto accaduto, ma resto dell’idea che chiunque al posto mio si sarebbe comportato allo stesso modo, almeno mi piace pensarla così. Mi piace credere che, nonostante tutto, nella gente ci sia ancora qualcosa di positivo.”

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Davide Permunian
Davide Permunian
Vicentino di nascita, atestino di adozione. Classe 1993, ho collaborato a diversi progetti giornalistici. Allenatore di pallacanestro, amo i paesaggi e i libri. Mi piace raccontare storie e scrivere poesie
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