mercoledì 18 Settembre 2019
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Italia, è emergenza per i reati contro i minori

(Foto: www.danzaeffebi.com)
(Foto: www.danzaeffebi.com)

In occasione della giornata mondiale delle bambine che si celebrerà l’11 ottobre, l’organizzazione Terres des Hommes ha reso pubblici i dati del dossier “Indifesa”. Il quadro che ne emerge è sconvolgente. In Italia infatti sono oltre 5mila i minori (bambini e ragazzi) vittime di reato e la percentuale è aumentata del 61,8%. Tra le giovani vittime le più colpite sono le bambine (60%). Le vittime di pornografia minorile sono cresciute del 569,4% tra il 2004 e il 2014 e gran parte di esse sono bambine e ragazze così come per le violenze sessuali e aggravate (962 casi nel 2014). Il dossier assegna il primo posto ai maltrattamenti in famiglia per i quali le vittime (bambini e ragazzi) sono state 1.479 nel solo 2014.

Ma quando si parla di una piaga della società come questa, i numeri contano relativamente. Certo, sono fondamentali per capire l’entità e la gravità del fenomeno che colpisce l’Italia ma parlando attraverso dati e percentuali si rischia di perdere di vista il punto principale. Ciò di cui stiamo parlando non sono numeri ma bambini e ragazzi in carne ed ossa, vittime indifese.

Vi sono diversi tipi di violenze perpetrate ai danni di bambini o ragazzi, ma tutte rappresentano un fattore che pregiudica significativamente la salute mentale delle vittime. Le principali sono: trascuratezza fisica ed emotiva; maltrattamento fisico e psicologico; abuso sessuale ed emotivo; abbandono. Dobbiamo tenere in considerazione che le conseguenze psicologiche che ogni individuo porta con sè possono essere differenti e dipendono dalla reazione del bambino nei confronti dell’abuso.

Generalmente nei bambini o ragazzi che hanno subito violenze fisiche, psicologiche o sessuali, manca la capacità di provare empatia, non riescono quindi a calarsi nei panni dell’altro accettando e comprendendone le sofferenze. Anzi, essi reagiscono con rabbia e aggressività al dolore altrui. Nei bambini abusati sono frequenti paura, ansia, scarsa capacità di attenzione, mancanza di fiducia negli altri. A questi si aggiungono anche depressione, autolesionismo e impotenza che generano gravi squilibri delle funzioni cognitive ed emotive. Nei casi più gravi di abuso, il bambino e quindi l’adulto futuro, se non viene aiutato, potrebbe andare incontro a comportamenti antisociali, disturbi dell’alimentazione, tentativi di suicidio, disturbi della personalità o dissociativi  e abuso di alcol e droghe.

Le conseguenze fisiche e psicologiche che pesano sulle piccole spalle delle vittime sono molte e spesso si ripercuotono nella loro esistenza fino all’età adulta. Ma cosa possiamo fare per tutelare i bambini? È necessario che lo Stato crei un programma efficace per la tutela del minore. È altrettanto importante che i servizi che si occupano di bambini e adolescenti vengano dotati delle risorse economiche e professionali adeguate per garantire a tutti i minori il loro diritto all’infanzia.

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