Il meglio e il peggio di noi

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1765440-soldiCredo nell’onestà ed è con gesti come questi che si contribuisce a migliorare la società”. Sono le parole di Remo Buson, pensionato come tanti, che la settimana scorsa passeggiando in centro a Este ha trovato una cartellina abbandonata per terra. L’ha raccolta e ha controllato all’interno: c’erano 1500 euro in contanti, il triplo della sua pensione. Ma lui a intascarli non ha pensato nemmeno un secondo. Li ha restituiti al legittimo proprietario, senza neppure ricevere la ricompensa prevista in questi casi dalla legge. Un gesto nobile e disinteressato, che gli ha procurato l’ammirazione di alcuni e le critiche di altri. Qualcuno, infatti, non ha perso occasione per rivendicare la propria superiore scaltrezza, asserendo fieramente che se si fosse trovato in una situazione del genere non si sarebbe fatto tanti scrupoli e quei soldi se li sarebbe portati a casa. Ciò che colpisce, però, è che oggi venga naturale presentare la restituzione della somma come un’anomalia. Questa società sarà davvero guarita dai propri mali quando episodi simili non saranno più l’eccezionalità, ma la norma. Allora, e solo allora, forse non ci sarà più bisogno di raccontarli su un giornale.

cyberbullismo-il-decalogo-della-polizia-postale-per-genitoriDomenica pomeriggio a Cittadella una ragazzina di 14 anni ha raggiunto la terrazza di un albergo, ha guardato per l’ultima volta il sole e il cielo azzurro sopra di lei e si è lanciata nel vuoto. Un suicidio, si è appreso poi, che era stato pianificato da settimane, istigato dai numerosi insulti rivolti alla giovane dai coetanei su Ask, noto social nerwork già al centro di diversi episodi di cronaca. “Secondo me tu stai bene da sola!!!!!!!!!!! fai schifo come persona!!!”, “Sei una ritardata, grassa e culona, fai finta di fumare, ma non aspiri, fai finta di bere, ma non bevi, fai finta di essere depressa per attirare l’attenzione, sei patetica” e altre perle di questo genere, che alla fine l’hanno convinta a farla finita. I social media, nati per favorire l’interazione sociale, sono diventati oggi un deposito di cattiverie gratuite, senza senso e senza giustificazioni. La Rete, pensata per essere uno spazio in cui condividere con gli altri la propria conoscenza, si sta trasformando in una discarica dove le persone danno libero sfogo ai loro istinti più spregevoli. E allora, per alcuni, è stato facile prendersela con una ragazzina di 14 anni in difficoltà rimanendo comodamente seduti a casa propria, protetti da un monitor e, come nel caso di Ask, dall’anonimato. Ma non dal marchio d’infamia che rimarrà per sempre scolpito in ciò che resta della loro coscienza.

Davide Permunian