Trenitalia, cosa fai? Da giugno Bassa Padovana isolata nelle ore serali

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1164166-EUROSTARAvete presente il detto secondo cui dopo aver toccato il fondo è arrivato il momento di risalire? Voi forse sì ma Trenitalia, probabilmente, no. Anzi, la principale società italiana per il trasporto ferroviario pare aver reinterpretato la massima a modo suo: una volta toccato il fondo, si può sempre cominciare a scavare. Risale infatti a qualche giorno fa la notizia della soppressione di tutte le corse serali verso la Bassa Padovana durante il periodo estivo. Traduzione: da giugno a settembre i pendolari che tornano a casa da Padova dopo le 18.16 non potranno più farlo. La situazione peggiora ulteriormente per quanti rientrano da Venezia: per loro, infatti, l’ultimo treno disponibile sarà quello delle 17.35.

Si tratta, come sa bene chi usufruisce quotidianamente del (dis)servizio di Trenitalia, dell’ennesima beffa. Una decisione assurda e ingiustificabile per un’azienda che riceve ogni anno ingenti trasferimenti statali e che ancora una volta sceglie di penalizzare i propri clienti. Tanto più che tra questi qualcuno ha già faticosamente sostenuto il costo di un abbonamento semestrale o annuale e all’improvviso, grazie a decisioni prese dall’alto nella totale cecità, si vede privato del proprio mezzo di trasporto. E’ ammissibile che accada questo, nel 2014, all’interno di un Paese che ama definirsi civile?

La sensazione è che, da quando il governatore Zaia ha optato per l’apertura di una gara per il trasporto ferroviario e la disdetta del contratto con Trenitalia, quest’ultima sia impegnata in una guerra ormai senza quartiere con la Regione. A farne le spese, come accade in tutti i conflitti della storia, sono coloro che non c’entrano nulla e sono solo le vittime della lunghissima serie di disagi di questi anni: nel nostro caso, i pendolari. Gente comune, di tutte le età, studenti e lavoratori che, anche negli ultimi mesi, ne hanno viste di tutti i colori. L’introduzione dell’orario cadenzato avrebbe dovuto risolvere tutti i problemi ma in realtà ne ha probabilmente aggiunti di nuovi, tra coincidenze perse e attese interminabili alla stazione di Monselice. Dove di recente, peraltro, persino i nuovi treni destinati a percorrere la tratta Monselice-Mantova o Monselice-Legnago hanno fatto registrare cancellazioni e ritardi.

Si torna, quindi, al punto di partenza: si può tollerare un simile sistema dei trasporti pubblici in un Paese avanzato? Per quanto ancora i pendolari dovranno sentirsi umiliati e trattati alla stregua di merce avariata? Come possiamo pretendere di attrarre turisti offrendo loro un servizio di così bassa lega, costringendoli a viaggiare stipati o, peggio, limitando al minimo i loro spostamenti? Tutte domande alle quali dovrebbero rispondere Trenitalia e la Regione. Lo faranno mai, secondo voi?

Davide Permunian

2 Commenti

  1. Invito l’autore ad informarsi meglio, Trenitalia non c’entra nulla: è infatti la regione che decide quali e quanti treni finanziare, Trenitalia si limita a svolgere quello che è stato stipulato nel contratto di servizio con la Regione Veneto. Ergo se qualcuno deve protestare lo faccia con Zaia, che evidentemente preferisce finanziare la sagra della porchetta anzichè il servizio ferroviario regionale.

  2. Ciao Simone, grazie per aver commentato. E’ vero che è la Regione a pagare Trenitalia comprando un pacchetto di treni/km annui, ma in base alle informazioni in mio possesso è Trenitalia che decide come ripartire le corse. E considerando che alcuni comperano un abbonamento annuale o semestrale, mi sembra doveroso almeno informarli chiaramente, all’acquisto, di un taglio drastico e importante come quello in questione. Sono d’accordo con te, che la Regione abbia le sue responsabilità è un dato di fatto. Tuttavia anche Trenitalia dovrebbe a mio modo di vedere operare scelte più oculate e rispettose nei confronti dei pendolari.

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