martedì 31 Marzo 2020
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#BringBackOurGirls: la campagna arriva anche ad Este

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Questo il motto cardine della mobilitazione estesasi in tutto il mondo per la liberazione delle oltre 200 ragazze che, lo scorso 14 aprile, in Nigeria, sono state rapite in piena notte da un gruppo terrorista islamico mentre si trovavano nel dormitorio della loro scuola.
Sui vari social network impazzano gli hashtag (#bringbakourgirls, ndr), e anche i volti noti stanno sposando e pubblicizzando questa battaglia che, si spera, si possa concludere al più presto.
Come molti altri organi ed istituzioni, ultimo dei quali il comune di Torino, il quale ha aderito in toto alla suddetta campagna, anche un istituto superiore di Este non è rimasto solo a guardare: stiamo parlando dell’I.I.S. Atestino, al fuori del quale possiamo trovare, appeso sulla cancellata, un cartello con lo slogan sopra citato.
Il progetto, come ci spiega Armanda Ruci, studentessa della IVB R.I.M., è stato inizialmente promosso dalla professoressa di lettere Manuela Melatoe chiaramente approvato dal dirigente scolastico Claudio Gambalonga.  ‘Il preside ha convocato tutti noi rappresentanti di classe e ha chiesto se fossimo tutti d’accordo: ovviamente abbiamo firmato senza esitazione’ precisa Armanda.
‘La nostra professoressa ha pensato di coinvolgere anche la nostra scuola in questa iniziativa, poiché reputava  giusto che tutti noi fossimo consapevoli di ciò che sta accadendo nel mondo ed, essendo studenti, potessimo comprendere la situazione di queste ragazze a cui è stato prelevato il diritto all’istruzione. Il gesto di esporre il telo ha il fine ultimo di sensibilizzare le persone, e far capire che noi non siamo estranei a questa situazione.’unnamed (1)
In seguito a questa ‘proposta’, molti degli alunni speravano che anche altri nella zone aderissero, ma fino ad ora nessun’altra scuola sembra abbia fatto qualcosa. ‘Sarebbe bello che tutti fossimo partecipi’, continua Armanda, ‘credo sia una questione molto importante. E’ una vergogna che nel 2014 si debba ancora assistere ad episodi di questo tipo; si dovrebbe essere sicuri che la scuola sia un luogo protetto, e chiunque dovrebbe sentirsi sereno di frequentarla come noi.’
Noi della redazione appoggiamo in pieno questa iniziativa, e speriamo che possa essere accolta e sostenuta non solo da altre scuole, ma anche dagli esercizi pubblici e privati. Anche noi, nel nostro piccolo, possiamo contribuire alla battaglia.
#bringbackourgirls

Ilenia Sanna

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