ATTUALITA’ – “Venni, mi spogliai, vinsi”

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Viviamo in un mondo in cui la logica del facile guadagno investe molti settori della nostra società. Si sta assistendo ad una sorta di “corsa all’oro” in cui, con il passare degli anni, i valori più importanti che formano l’ essere umano sono stati lasciati alla periferia. Ci si è dimenticati del rispetto della persona: tutto si riduce all’apparenza e all’ostentazione di ció che si possiede. Ma nei confronti di questa situazione di sempre più profonda decadenza, stanno nascendo negli ultimi anni delle nuove organizzazioni che hanno come scopo quello di riportare nel mondo un pó di “giustizia” sociale: è il caso di “Occupy Wall Street” negli Usa e degli “Indignados” in Spagna, per citarne solo alcuni. In quest’ ottica, nel 2008, nasce a Kiev (Ucraina) il nuovo movimento femminista chiamato” Femen” che, al grido di” Venni,mi spogliai, vinsi “, mira a denunciare il ruolo passivo e marginale della donna nella società attuale.

Anna Hutsol, fondatrice del tanto discusso movimento , insieme alle militanti lotta per denunciare il ruolo passivo e marginale rivestito dalle donne ucraine che vivono in una Paese fortemente maschilista. L’ Ucraina è tuttora meta del turismo sessuale e qui sono ancora molto radicate le discriminazioni sociali.

Sono donne giovani ,intelligenti e belle che vengono denominate “amazzoni”. Sono le nuove femministe che, pur vivendo in questo secolo apparentemente progredito e in continuo divenire, rivendicano diritti che molti decenni prima vennero portati in piazza da altre ragazze come loro. Tutto ciò a dimostrazione del fatto che il cosiddetto “Gender Gap “ è ancora un problema molte forte in molti stati europei tra cui appunto l’Ucraina, la Spagna, l’Italia e in tanti altri paesi del mondo.

Ma perché questo movimento ha fatto e sta facendo tanto discutere? Quali sono le ragioni per cui “Femen” è divenuto così famoso?

La particolarità e la novità dell’organizzazione sta nel modo in cui queste giovani donne protestano. Le attiviste veicolano le loro idee usando il proprio corpo sul quale dipingono la loro bandiera e scrivono i loro slogan. Riposti in soffitta striscioni e cartelli, quest’orda inferocita di ragazze tra i 18 e 30 anni,  scende in piazza contestando non solo la condizione della donna in Ucraina e il turismo sessuale, ma tutte quelle forme di sottomissione del genere femminile causate da una società sessista. Il corpo diventa l’unica arma a loro disposizione! In topless urlano al mondo la loro rabbia e l’indignazione per una società che sembra avere dimenticato (o forse che non ha mai realmente avuto) quei valori inalienabili che dovrebbero essere garantiti a qualunque essere umano. Questa, secondo le militanti, è la via più efficace per diffondere il femminismo in Ucraina e per fare in modo che la gente si accorga e ponga attenzione a quanto accade. Sull’ onda di queste rivendicazioni, le “amazzoni“ hanno iniziato a sentir proprie tematiche quali l’ aborto, la posizione della donna nella religione cattolica e in quella islamica e oltre a questi campi d’ azione esse si battono contro l’ omofobia.

La critica riguardo questa nuova forma di femminismo è feroce e tagliente: esibendo il corpo in questo modo sembrano mettersi sullo stesso piano di tutte quelle showgirl ( se possiamo così definirle ) che della loro fisicità hanno fatto la propria fonte di guadagno. In realtà quelli stessi uomini o donne che disprezzano e banalizzano le manifestazione delle Femen, che si scandalizzano di fronte a seni messi in mostra in una piazza, non hanno alcun pudore e obiezione riguardo a ciò che la società moderna propone. Non si indignano se in televisione vengono trasmesse 24 ore su 24 immagini di donne provocanti vestite in abiti succinti che tentano di attirare l ‘attenzione su di sé che vendono il proprio corpo al miglior offerente.

Molti accusano “Femen” di essere un movimento islamofobo, di ricevere ingenti somme di denaro da parte di importanti nomi del jet set europeo e che le attiviste non siano volontarie ma vengano lautamente ricompensate per il ruolo che svolgono.

Ma nonostante vi sia chi non approva o condivida la loro linea d’ azione queste “amazzoni” sembrano aver ottenuto parte dell’obiettivo che si erano prefissate. Tutto il mondo parla di loro e proprio grazie al loro modo di protestare si stanno facendo conoscere in altri paesi europei, come Spagna e Francia,  in cui sono sorti nuovi centri che “arruolano” volontarie.

Femen” incarna un femminismo moderno e al di là delle accuse che gli sono state rivolte credo possa diventare sempre più  una forte arma per risvegliare in noi donne  la determinazione e la grinta che ci caratterizza ma che spesso viene soffocata da una realtà che tenta di inculcarci  modelli sterili e privi di qualsiasi capacità intellettiva!

Eleonora Zerbetto