ATTUALITA’ – “Torna al tuo Paese, sei diverso!” “Impossibile, vengo dall’universo!”

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“Ma il Comune di Este non può fare nulla per tutti quei marocchini che al parcheggio ti rompono le scatole x avere soldi senza fare nulla, stai facendo colazione e ti vengono al tavolo a disturbare e c’è gente che gli da pure soldi… Sveglia che loro stanno meglio di noi”

Qualche giorno fa mi sono imbattuta in questo post pubblicato dalla pagina di Facebook “SPOTTED ESTE-PD” (per chi non lo sapesse è una pagina che pubblica messaggi anonimi generalmente con lo scopo di individuare l’identità di un/a ragazzo/a di cui il mittente vorrebbe sapere il nome). Il messaggio ha ricevuto più di 60 “mi piace” e molti commenti di sostegno.

C’è chi si sente infastidito dall’insistenza delle persone straniere nel chiedere l’elemosina o dal fatto che non facciano nulla per guadagnarla, come per esempio suonare qualche strumento, mentre si appostano semplicemente nei parcheggi o all’uscita dei supermercati. C’è poi chi ritiene che non abbia senso che migrino in Italia per chiedere soldi quando dovrebbero farlo per avere una vita migliore, chi ipotizza che una possibile ed efficace soluzione sia smettere di concedere loro offerte in modo da costringerli a sparire da Este.

Secondo me tutto questo infervorarsi è piuttosto esagerato. Certo, non è piacevole l’insistenza e concordo che talvolta possano esagerare e risultare scortesi, ma non vedo la necessità di un così grande accanimento, tanto da richiedere l’intervento del Comune che inoltre ha già approvato un’ordinanza anti accattonaggio nel 2012.

Forse dovremmo provare a metterci nei panni di queste persone per le quali spesso chiedere soldi ai passanti è l’unica forma di sostentamento. Ad esempio conosco personalmente un signore marocchino sulla cinquantina, in Italia ormai da vent’anni, che oggi fatica a trovare lavoro perché molti datori non assumono persone straniere, per pregiudizio o sfiducia, o le pagano cifre irrisorie che agli Italiani non proporrebbero. Inoltre tante di queste persone non possiedono il permesso di soggiorno (il quale può essere ottenuto solo se si ha un’occupazione regolare, quindi si può capire chiaramente quanto sia difficile procurarselo: per lavorare regolarmente serve il permesso di soggiorno, per il permesso serve avere un lavoro. Oltretutto molti datori non sono disposti ad “assumere” queste persone se non in nero ) e quindi essendogli impossibile lavorare, la scelta ricade ovviamente sul chiedere elemosine.

Ma la tesi che mi ha stupito di più è quella che gli immigrati vivono meglio di noi, così ho chiesto a Giulia Beato, 19 anni, con cui avevo parlato dell’argomento, di raccontarmi delle condizioni di alcuni ragazzi stranieri che abitano nel suo quartiere e di esprimere la sua opinione riguardo al post di Spotted Este-Pd: “Quello che avverto io leggendo i commenti al post di Facebook in cui qualcuno (in maniera anonima, ndr) accusa “i marocchini” del fatto che chiedendo l’elemosina rompano le scatole e disturbino è un’estrema malinconia. Mi rendo conto che i poveretti costretti all’elemosina per vivere possano recare una sorta di fastidio qualora diventino insistenti o addirittura maleducati, anche se a me, francamente, non è mai capitato, ma ciò che mi fa star male è la totale noncuranza della gente verso i loro sentimenti, l’assoluta chiusura verso le loro esigenze e le loro profonde difficoltà, l’ostinata tendenza a non voler nemmeno vedere attorno a sé uomini e donne in qualche modo diversi! Io abito a Este in un quartiere multietnico e ho visto la catapecchia dove si rifugiano le persone immigrate che non vengono aiutate da nessuno: non hanno modo di lavarsi, cambiarsi, usufruire di un sostegno sanitario e non possono nemmeno contare sulla generosità degli altri cittadini, molti dei quali li considerano ancora meno degli animali. Neanche il comune si fa carico dei loro bisogni, anzi, si preoccupa di votare l’anti accattonaggio per non sentire più le lamentele dei cittadini. Io no, non mi lamento di questa situazione. Mi lamento piuttosto del fatto che nessuno alza mai la voce per difendere uno “straniero” che sta peggio di lui, ma la alza per offenderlo e denigrarlo. La radice del problema è la nostra mentalità. Cominciamo a cambiare quella e cominceremo a cambiare il mondo. ”

Sara Berardelli