ATTUALITA’ – The dark side of..

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imageOgnuno di noi, non appena chiude gli occhi, vede istintivamente materializzarsi davanti a sè una sua paura. Il bambino vede i fantasmi della sua immaginazione, lo studente il professore trasfigurato in figura diabolica e impietosa, l’amante la solitudine, l’anziano la morte. I cittadini di un piccolo centro come Este non hanno all’apparenza nulla da temere. Ma non tutto ciò che inquieta è visibile agli occhi.
Esiste una realtà diversa da quella che osserviamo ogni giorno dalle nostre confortevoli case, dai nostri monotoni luoghi di lavoro, una realtà scomoda, di cui preferiremmo non sentire nemmeno parlare, che ci viene facile nascondere sotto ai tabù della nostra società come polvere sotto ai tappeti. Lo scorso 28 gennaio è stata portata a termine un’indagine svolta dai carabinieri di Este che si è conclusa con l’arresto di una decina di spacciatori, tra cui un’insegnante di un istituto professionale di Montagnana. La lista dei casi simili è lunga: la scorsa estate è stato fermato e portato in carcere un 21enne di Saletto con l’accusa di spaccio di hashish ed eroina e risale sempre al luglio dell’anno scorso la morte per overdose di una ragazza diciassettenne nella zona di Casale di Scodosia. Non è quindi difficile capire quale sia la semplicità con cui è possibile acquistare sostanze stupefacenti nella nostra zona: basta contattare le persone giuste ed il gioco è fatto. Il consumo avviene nei luoghi di ritrovo, nelle discoteche, o semplicemente in qualche angolo nascosto; non esiste più un’etichetta per classificare quali siano i posti più adatti (come invece accadeva qualche decennio fa, quando i giardini comunali all’interno del castello erano notoriamente adibiti a questo). Nemmeno è facilmente identificabile chi fa uso di droghe: simili abitudini possono celarsi anche dietro agli individui più rispettabili (e insospettabili). La reazione immediata del cittadino comune si limita al disprezzo e alla condanna assoluta per queste persone che hanno deciso di “buttare al vento” la loro vita; il governo italiano non ha mai affrontato temi come questi, nè tantomeno si è espresso a riguardo di possibili soluzioni, classificandoli come “qualcosa di cui non è bene parlare”, mentre in altri stati europei sono in corso, ad esempio, dibattiti sulla legalizzazione delle droghe leggere, in quanto alcuni studi ne rivelerebbero la non-pericolosità, se non addirittura il potere curativo. Purtroppo la diffusione e il consumo di sostanze va ben oltre alla solita cannabis e riguarda anche droghe pesanti, con effetti ben più acuti e dannosi per il sistema nervoso. La domanda che resta da porsi è: perché? Perchè sempre più giovani (e non) sentono il bisogno di fare uso di stupefacenti? Sicuramente una componente importante è costituita dal bisogno di uniformarsi al proprio gruppo di amici per non sentirsi un diverso; in un’ epoca di relativismo mancano fattori di coesione costruttivi, sostituiti da abitudini più degradanti che fanno sentire il brivido dell’illegalità e che permettono di “evadere” dalla realtà attraverso sensazioni estreme, elevate alla massima potenza. Non è possibile neppure giustificare tutto ciò con un fatto di crisi economica e di valori, di disoccupazione, di demotivazione giovanile, di malcontento sociale: le radici di simili fenomeni risiedono molto più in profondità e sono estesi ad una categoria sociale più vasta, ed è ora che qualcuno inizi a scavare. Ci definiamo una società giusta e democratica ma rimaniamo ancora ciechi e sordi davanti all’evidenza, aggrappati alla scala penzolante dei nostri moralismi.

Valeria Ferraretto