ATTUALITA’ – Skatepark! Ma in amicizia.

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644143_243619699119131_928036159_nFarsi trascinare dalla strada, dal mare, dall’aria è uno dei motivi che spinge l’uomo a mettersi sempre contro se stesso, a provare sempre nuovi movimenti al limite del possibile, e a ricercare quei pochi secondi in cui il cuore raggiunge la gola, per poi sentire quel rintocco secco, alfiere della soddisfazione. Come l’endurista che, appena superati tralci e boschi, guardando lo sconfinato mondo dall’apice dei colli, è padrone di se stesso, così il giovane skater che ha appena eseguito il primo kickflip si inginocchia e incredulo, riconosce nel suo piccolo, la grandezza del gesto. Sensazioni forti, che sanno scuotere, che cambiano anche il pensiero comune, che riescono a risvegliare una città di giovani assopiti. La filosofia che sta dietro a tutto ciò, è fantastica, non solo sport, ma anche amicizia, collaborazione, musica, ideali e costumi. Questo è tutto ciò che sta nel cuore di Fabio Muraro, titolare del negozio Rider House, che ha lottato e lotta tutt’ora per dare alla cittadina atestina, la possibilità di esplorare una realtà molto distante dall’Italia, e soprattutto da Este. Fu con questo spirito, che 4 anni fa, con la volontà di molti giovani appassionati, iniziò i lavori, approvati dall’attuale sindaco Giancarlo Piva, per la costruzione dello skatepark in zona Pilastro. L’idea era stata pienamente appoggiata, anche per rivalutare l’impianto sportivo situato di fronte alla chiesa, che prima di allora veniva utilizzato per fini tutt’altro che sportivi. Tutto ciò durò tre estati, al termine delle quali, l’amministrazione comunale si dovette arrendere alle proteste di un vicino, imponendo il divieto e la chiusura dell’impianto, nonostante le rilevazioni di inquinamento acustico, mostrassero che il passaggio dei camion provocava un danno sonoro ben maggiore. Le chiavi dello skatepark erano state affidate alla RiderHouse, così come la gestione, che fu tutt’altro che permissiva, imponendo un tesseramento e degli orari prestabiliti, così da poter controllare nei limiti del possibile i “propri” ragazzi. Gli impianti erano aperti dalle 16 alle 20, e rimanevano chiusi completamente il martedì e il venerdì per la Messa; il prezzo della tessera era solamente di 5 euro, una cifra irrisoria se si pensa all’impegno economico per la costruzione: si parla di 15000 euro per park molto più piccoli, anche se va ricordato che il reale prezzo è stato abbattuto dalla manodopera volenterosa dei ragazzi della Rider. Nel periodo di apertura si formò un gruppo solido, una speranza fatta di eventi, come quello in Piazza Maggiore, con autorizzazioni e impianti omologati, come tutti quelli ormai smontati nel campo “sportivo”. Sulla scia di questi atti organizzativi, tutt’oggi la richiesta di un posto dove poter praticare skateboard e affini è altissima, anche da parte di madri che riescono a vedere tutto ciò che effettivamente questo ambiente può offrire ai loro figli. Chiaramente queste persone si rivolgono a Fabio (titolare RiderHouse) che, attraverso sponsorizzazioni e continue richieste, non smette insieme al suo staff di cercare un luogo per le attrezzature in disuso, offrendo soluzioni concrete e più che realizzabili; la proposta che riceverebbe più consensi da skater, biker e blader, è quella di recuperare una struttura inutilizzata, per creare un luogo dove si possa trovare quella realtà underground e anche mistica del cemento dipinto sotto e sopra la testa, ma nel contempo vedere la mano dei più esperti che aiuta i giovanissimi ad alzarsi dopo una caduta. Un luogo di giovani campioncini che vestono largo, e tengono sempre con loro il cappellino; un luogo di ragazzi che si allontanano dallo spritz perché sanno, che non esiste posto in cui trovare amici migliori. Molti pagherebbero anche una quota di iscrizione per tutto ciò, anche se è opinione comune che non si avranno mai risposte positive. Ora l’unica domanda da porsi è: ci prendiamo questa responsabilità? Lasciamo ancora una volta che il disinteresse di pochi, distrugga l’interesse delle nuove generazioni? Vivere significa avere alternative, vedere e scoprire nuove realtà, ed Estensione ha come obbiettivo anche questo; perciò, aspettando buone nuove, si informa, che il 13 Ottobre RiderHouse vi aspetta in viale stazione a Legnago, dove si terrà il disaster contest (per maggiori informazioni vedi Link qui sotto). Ora non rimane che prendere in mano le proprie tavole e continuare a sperare cercando sempre di fare meglio, sconfiggendo le paure e divertendosi.

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Eugenio Bellon

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