ATTUALITA’ – Sigaretta elettronica: tanto fumo e niente arrosto?

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Anche ad Este è boom per la sigaretta elettronica.

Se all’inizio del nuovo anno la nostra cittadina era fornita di un esercizio di questo genere, ora ne può vantare ben due: il primo in via Giacomo Matteotti,  il secondo, aperto da pochissimo, in via Principe Umberto.

Non si sente aria di crisi quindi per questo settore, come confermano i negozianti stessi, i quali ci informano di una crescita esponenziale di vendite, sia ad opera di giovani che di adulti.

Per chi non fosse ferrato sull’argomento, spieghiamo in breve in cosa consista questa invenzione: è un semplicissimo strumento, che esteticamente rimanda appunto ad una sigaretta, composto da una batteria ed un atomizzatore, il quale funge da motore, caricato con liquido di preferenza. Il funzionamento è altrettanto elementare: questo atomizzatore, intriso di una sostanza liquida -che vedremo essere il glicole propilenico– contenuta nella cartuccia, lo vaporizza per riscaldamento mediante l’energia elettrica fornita dalla batteria.

Il composto chimico sopra citato, un liquido incolore ed inodore, è spesso usato in ambito farmacologico, ed è quindi una sostanza certificata. Il tutto è prodotto in Italia, e la provenienza non è dubbia.

In sostanza, i due negozi offrono due modelli di sigaretta elettronica dell’azienda Puff, quali Quantum e Avatar. Il primo, un modello classico e pratico, viene a costare in media sui 50 euro, mentre l’Avatar, elegante e sofisticato, alza il costo arrivando addirittura a 130 euro.

Questa non è però l’unica spesa da affrontare: inizialmente si fornisce un kit base, comprensivo di batteria, cavo usb per ricaricare e due atomizzatori. Si aggiungerà successivamente, a seconda di quanto si fumi, il costo di liquido ed atomizzatore. Ogni forma di sigaretta elettronica varia infatti in base alla frequenza del fumatore nel compiere l’atto.

Quali, quindi, i benefici di questo strumento? Entrambi i proprietari comunicano che, rispetto ad una normale, con questa sigaretta non si ha né combustione né fumo, ma solo vapore. La componente della nicotina comunque rimane, ma il fine ultimo è eliminare il livello di dipendenza ed assuefazione che questa provoca. Si parte infatti da un livello massimo di nicotina 18, per arrivare allo step di 9, poi 0, fino a smettere. Questo sembrerebbe possibile infatti con la sigaretta elettronica, chiamata anche “eco sigaretta”, poiché può essere usata in qualsiasi luogo, tranne in alcune navi e in determinati voli internazionali Alitalia.

 

Ma siamo davvero certi che questo strumento non rechi danni? Molteplici studi sostengono che, nonostante sia meno nocivo di una classica sigaretta, questo possa provocare la broncocostrizione, ovvero la resistenza al passaggio dell’aria nelle vie respiratorie. Ricordiamo poi che è comunque presente l’elemento della nicotina, il quale è pericoloso soprattutto per il cuore.

Da non sottovalutare poi la possibile forma di allergia ai componenti aromatici, dipesa comunque dal singolo soggetto che può risultare intollerante.

Un altro aspetto che quasi nessuno sembra voler far risaltare è quello del gesto: l’eco sigaretta, tanto decantata per il presunto aiuto offerto alla volontà di smettere di fumare, non elimina l’atto delle dita che prendono l’oggetto e lo avvicinano alla bocca. Sembrerebbe questa, infatti, l’azione che, ripetendosi continuamente, non permette di cessare il vizio.

In definitiva, non è forse meglio affidarsi alla propria determinazione e tenersi i propri soldi nel portafoglio?

Ilenia Sanna