ATTUALITA’ – “Non vi è alcuna strada facile per la libertà” Nelson Rolihlahla Mandela (Mvezo, 18 luglio 1918 – Johannesburg, 5 dicembre 2013)

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“Cari Sudafricani, il nostro amato Nelson Mandela, presidente fondatore della nostra nazione democratica, ci ha lasciato. È morto serenamente”

Queste le parole di Jacob Zuma, attuale presidente del Sudafrica, che giovedi 5 dicembre 2013 ha annunciato la scomparsa del suo predecessore.Una notizia che fa il giro del mondo. In poche ore tutte le televisioni parlano di lui. I social networks vengono sommersi da ondate di post in memoria di  questo grande uomo. Nelson Mandela, “Madiba”, si spegne nella sua a casa di Johannesburg all’età di 95 anni, 27 dei quali spesi in carcere in nome della nobile lotta che portò avanti contro l’apartheid. Anche Obama si dimostra particolarmente commosso per la scomparsa di Madiba considerato dal Presidente degli Stati Uniti d’America “l’esempio della mia vita”, “uno degli uomini più coraggiosi dell’umanità”.

Nelson Mandela nasce  nel 1918 nella piccola tribù di Thembu. Frequenta la facoltà di Giurisprudenza a Johannesburg, città nella quale fugge dopo aver rifiutato uno di quei matrimoni combinati, tradizione di alcune tribù africane. Nel 1944 entra a far parte dell’ African National Congress (ANC), partito fondato nel 1912 per difendere i diritti della popolazione nera in Sudafrica. Mandela, terminati gli studi di Giurisprudenza, apre uno studio legale a Johannesburg per far sì che i neri avessero almeno una rappresentanza legale; vive negli anni dell’ apartheid, respirando quotidianamente quell’ “aria” di razzismo che pervadeva tutto il Sudafrica. Dagli autobus alle scuole, dai negozi alle fontane pubbliche, i neri non potevano in alcun modo mischiarsi con la razza bianca. Il National Party, ovvero “il partito dei bianchi”, imponeva il proprio dominio sulla maggioranza della popolazione costituita dai neri e vietava loro di spostarsi oltre i confini stabiliti all’interno delle città se non possedendo un “lasciapassare”.

L’evento che segnò la svolta nella vita di Mandela e della nazione Sudafricana fu il tristemente noto massacro di Sarpheville in cui vennero uccisi 69 manifestanti disarmati e la successiva interdizione dell’ANC e di altri gruppi anti apartheid. Da quel momento il futuro leader suadfricano abbandonò la resistenza passiva e le manifestazione pacifica impugnando invece una linea più incisiva e violenta: iniziò a coordinare piani per una possibile guerriglia e organizza una campagna per sabotare l’ esercito. Nel 1961 divenne co-coordinatore dell’ala armata Umkhonto we Sizwe (Lancia della nazione). Un anno più tardi fu arrestato in seguito a informazioni fornite dalla CIA alla polizia sudafricana e accusato di coordinare azioni sovversive violente. Durante il processo in tribunale affermò :

“Io coltivo l’idea di una
societa’ libera e democratica in cui tutte le persone vivano in
armonia e con le stesse opportunita’ , e’ un’idea
per cui spero di vivere e di poter realizzare. Ma, se necessario, per
cui sono pronto a morire

Nelson Mandela venne arrestato e condannato all’ergastolo, trascorse parte della prigionia nel carcere di Robben Island fu poi trasferito a Poolsmoor dove gli venne offerta la libertà in cambio della rinuncia alla lotta armata anti-aparatheid ma Mandela, saldo nei suoi ideali, rifiutò. Consumò il ventisettesimo anno di prigionia in una casa con giardino che Madiba definì la “Gabbia dorata”. Dopo 27 anni di “Nelson Mandela Libero” questo divenne uno degli slogan delle campagne anti-apartheid e negli stessi anni Madiba riuscì a inviare un messaggio all’ ACN in cui diceva : « Unitevi! Mobilitatevi! Lottate! Tra l’incudine delle azioni di massa e il martello della lotta armata dobbiamo annientare l’apartheid! »
Dopo 27 lunghi anni di lotta e sofferenze, il leader della lotta anti-apartheid venne scarcerato l’11 febbraio 1990 su ordine del Presidente sudafricano F.W. de Klerk. Queste furono le sue parole il giorno della liberazione “Sono qui davanti a voi, non come un profeta, ma come un umile servitore della gente. I vostri instancabili ed eroici sacrifici mi hanno permesso di essere qui oggi “. Nel 1993 Mandela ottenne il premio Nobel per la pace, un anno dopo diventò Presidente del SudAfrica.BIO-MANDELA-WINNIE-RELEASE

Questa in breve, la storia di un grande uomo. Un leader che ha combuttato per la libertà e i diritti inalienabili del suo popolo, quella stessa  gente che nel giorno della sua morte è scesa in piazza e con fiaccolate,canti e balli che caratterizzano la tradizione africana, ha dimostrato la vicinanza al padre della libertà e simbolo della lotta anti razzista.Mandela è scomparso ma, come ogni grande uomo che si rispetti, i suoi ideali e i principi per cui ha rischiato la vita rimangono vivi nella memoria di tutti i sudafricani e del mondo in generale.

Oggi  la salma di Tata, il “grande vecchio”, come viene affettuosamente chiamato Mandela dalla popolazione sudafricana, sarà esposta per tre giorni a Pretoria. I funerali solenni si svolgeranno il 15 dicembre a Qunu, il villaggio natale del grande leader, nella provincia di East Cape.

Resta da chiedersi se oggi il Sudafrica, Paese in forte via di sviluppo ma con forti tensioni sociali, rimanendo privo del suo leader ovvero di colui che potremmo considerare il “collante sociale” tra neri e bianchi sarà in grado di mantenere e soprattutto difendere l’importante eredità che Madiba ha lasciato ai posteri.

La vera sfida di Nelson Mandela inizia adesso!

mandela bambini

“Dopo quasi 90 anni, è tempo che nuovi mani raccolgano il testimone. E’ nelle vostre mani ora”.

A cura di Eleonora Zerbetto