ATTUALITA’ – Non siamo un paese per vecchi

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spritzUna buona fetta della gioventù atestina è indignata per gli ultimi eventi successi e grida allo scandalo. Viene spontaneo chiedersi: per cosa? Per l’attuale situazione politica, per la Siria, per il proprio futuro lavorativo? Nossignore. Gli adolescenti sono adirati con le autorità comunali per il mancato evento “KoCo”, aperitivo con tanto di dj e animazione, organizzato per mercoledì 18 presso il noto locale 2010, ora gestito da Yifei Lin.

“Siamo un paese vecchio”, “Vergogna”, “Non lamentiamoci se poi per divertirci ci spostiamo da questa cittadina”: questi solo alcuni dei commenti di molti dei frequentatori dei locali più in voga per gli aperitivi domenicali –a proposito di questo, segue un’attenta e accurata riflessione di Eugenio Bellon, che nemmeno questa volta si risparmia, ndr-.

Ma cerchiamo di capire meglio che cosa è successo: le locandine della festa erano ancora affisse la mattina del giorno prefissato per questo momento di aggregazione giovanile ma, poche ore prima delle 18, è giunto un documento comunale che revocava al bar l’autorizzazione per la serata stessa e anche per la successiva, che si sarebbe dovuta tenere esattamente una settimana dopo. La causa di questa abrogazione è da ricercare in una precedente festa tenutasi presso questo locale, ritenuta troppo rumorosa, che ha perfino visto l’arrivo delle forze dell’ordine, e in precedenti reclami per il disturbo della quiete pubblica.

Il risultato è stato quindi la soppressione immediata dell’evento e l’obbligo di togliere tutti i tavolini al di fuori dell’esercizio, lasciando libero solamente lo spazio interno, per un dato periodo.

Viene meno la serata, sale la rabbia dei giovani: i promoter dell’evento accusano le autorità comunali per lo scarso preavviso con il quale è stata annunciata la cancellazione dell’aperitivo, mentre i clienti denunciano un’irrisoria vitalità della cittadinanza e soprattutto la mancata malleabilità degli esercenti e dei residenti del centro storico, colpevoli secondo questi di aver segnalato ai carabinieri il troppo baccano durante le ‘feste’ con tanto di musica organizzate presso il 2010 solitamente nei weekend.

“Non facciamo nulla di male: ci troviamo la domenica, beviamo uno spritz e scambiamo qualche parola tra di noi, il tutto con un po’ di musica che facilita le conoscenze.”, dice il giovane atestino medio, ma d’altro canto alcuni rispondono “E’ inconcepibile. Bicchieri lasciati ovunque, musica assordante e giovani irrispettosi e maleducati che nemmeno permettono il passaggio nella via principale del centro storico. Imparassero a divertirsi diversamente.”

Come di tradizione, quindi, la popolazione è nuovamente divisa in due: da una parte chi trova giusta la revoca dell’evento e dall’altra chi invece grida all’ingiustizia.

Purtroppo uno dei due organizzatori dell’evento non ha voluto rilasciarci nessuna dichiarazione a riguardo, ma nelle prossime settimane incontreremo l’assessore allo sviluppo economico, Leonardo Renesto, per capire se davvero l’ordinanza comunale doveva giungere con ulteriore anticipo e per far luce sulla questione.

In conclusione, volevo solo aggiungere un mio personalissimo parere: è bello vedere che i giovani sono pronti a scendere in campo per protestare e far valere i propri diritti, ma sarebbe ancora più bello che lo facessero per cose di portata maggiore rispetto ad un semplice e banale aperitivo.

Ilenia Sanna