ATTUALITA’ – Le primarie degli Estensi

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Anche Este recentemente è stata teatro delle primarie, utili a scegliere il candidato presidente del Consiglio del Centrosinistra alle prossime elezioni politiche. Noi di Estensione non potevamo non essere presenti a un avvenimento così importante e ci siamo recati direttamente in vicolo Mezzaluna, sede del seggio unico allestito nella nostra città. Abbiamo così avuto l’opportunità di incontrare diverse persone e di parlare con loro. In questo spazio vogliamo raccontarvi come gli Estensi hanno vissuto questo momento.

“Attraverso le primarie il Centrosinistra si mette in discussione al suo interno, e in questa situazione ce n’è davvero bisogno. I cittadini vogliono nuove idee e nuove facce, noi siamo qui per scommettere sul futuro e per scongiurare il pericolo di una depressione collettiva. La nostra classe politica ha fallito, adesso è giusto che cambi”. Ha le idee chiare il sindaco di Este Giancarlo Piva, esponente del Pd e coordinatore del locale comitato nato per sostenere Matteo Renzi. Come lui la pensano anche molti elettori che si sono recati alle urne al primo turno (il 25 novembre) e al ballottaggio (2 dicembre). “Non votavo da 15 anni, ma stavolta ho deciso di farlo perché spero in un cambiamento dice Mariano, 54 anni, medico. “In questo momento ho poca fiducia nella politica, che deve tornare a interessarsi ai problemi della gente gli fa eco Simone, 33 anni, impiegato. Non mancano i riferimenti alla questione dei costi della politica. Secondo Enrico 61, ingegnere e Fiorenza, 57, impiegata, coppia sposata, “è necessario ridurre il numero dei parlamentari e diminuire i privilegi, per riscrivere le regole di una democrazia che al momento manca”.

Si vedono molti anziani, ma c’è anche una discreta partecipazione giovanile. Una manna dal cielo, in un momento storico in cui l’astensionismo e il disinteresse nei confronti della politica raggiungono quote elevatissime. “Ho votato perché voglio decidere anche io le sorti del mio Paese” spiega Alberto, 25 anni, studente. “La speranza di rinnovamento e il dovere civico sono le motivazioni che ci spingono a votare” affermano Davide, 19 anni, e Luca, 21, anche loro studenti.

Qualche problema è stato rilevato nelle procedure di registrazione al primo turno, tappa obbligata per i votanti. Il sistema poteva a mio avviso essere semplificato, dover compilare tanti moduli diversi ed essere costretti a chiedere 5 o 6 firme ai cittadini crea inevitabilmente code e disagi” dichiara Morena, 48 anni, medico. Ma c’è anche chi la vede in modo diverso, come Alberto, 43 anni, commerciante: “Il fatto che le operazioni per registrarsi siano così complesse conferisce credibilità a queste primarie”.

Nel secondo turno l’affluenza è sensibilmente diminuita e decine di persone che, non essendosi recate alle urne al primo turno, chiedevano comunque di poter votare, sono state respinte. Il regolamento delle primarie prevedeva infatti che fossero ammesse solo le richieste di chi per “cause indipendenti dalla propria volontà” non aveva votato il 25 novembre. “Aver mandato via uomini e donne di tutte le età che volevano esprimere democraticamente la propria preferenza è stata un’azione tristissima e dolorosissima commenta Maria Luisa, 55 anni, che ha passato entrambe le domeniche al lavoro ai seggi.

A Este i risultati del primo turno hanno visto prevalere Renzi (351 voti), mentre al ballottaggio, come nel resto d’Italia, è stato Bersani a vincere (356 contro i 325 del Rottamatore). Soddisfatto il segretario del Pd atestino, Natalino Furlan: “La partecipazione nella nostra città (761 votanti il 25 novembre, 683 il 2 dicembre, ndr) è stata in linea con quanto ci aspettavamo, al di là dell’esito finale abbiamo dato un segnale di democrazia importante”.

A cura della redazione