ATTUALITA’ – L’anno che verrà: i desideri degli Atestini

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Il 2012 per diversi motivi non è stato un anno facile. La crisi economica, i cambiamenti politici, un pessimismo sempre più dilagante, lo sconforto, la rabbia, la rassegnazione, le delusioni della vita: tutti, chi più chi meno, siamo venuti a contatto con queste realtà e abbiamo sperimentato sulla nostra pelle cosa vuol dire non essere al sicuro e avere un disperato bisogno di speranza per il domani. C’è quindi voglia di lasciare il passato alle spalle, voltare pagina e cominciare a scrivere una storia migliore. Ma quali sono le principali aspettative degli Atestini per il 2013?

Dopo tanto nero e tante brutte notizie, è forte il desiderio di positività. C’è chi spera in un po’ di ironia che “ci aiuti a sorridere del mondo e di noi stessi” e chi si augura “un anno tranquillo e ricco di novità, di nuove conoscenze e di nuovi traguardi da poter raggiungere e superare”. Una ragazza confessa: “Ho tanta voglia di trovare la mia strada e il mio posto in questo mondo lavorando sui miei pregi e migliorando sui difetti. Altro non posso chiedere perchè ho la salute, una famiglia e amici, ovvero quello che basta per essere felici”. Per quelli che passano le giornate tra banchi di scuola e montagne di libri l’obiettivo principale è essere ammessi agli esami di maturità e riuscire a svolgerli al meglio.

Numerosi i riferimenti alla situazione generale dell’Italia. Molti sperano che lavoro e crescita non rimangano vuoti slogan elettorali e si traducano piuttosto in fatti concreti: “Servono una classe politica diversa, onesta, e un Governo forte, determinato, poco incline a perdersi nei meandri degli interessi personali, che sappia dedicarsi a quello che oggi serve più di ogni altra cosa: una serie di misure volte a rilanciare la nostra economia. Solo con l’economia in ripresa daremo occupazione, speranza e dignità alle imprese e ai lavoratori italiani” dice uno degli intervistati. Qualcuno auspica un maggiore impegno civile da parte dei giovani, perché “per quanti errori farete per inesperienza non sarete mai peggio della classe politica attuale” e perché “perché sarà grazie a voi e alle vostre passioni che miglioreremo questo Paese”, altri invocano più attenzione nei confronti della cultura e dell’istruzione, “veri beni in cui investire per avere una nazione che si possa definire civile”. Infine c’è chi sottolinea la necessità di “una politica fiscale più equa e sostenibile per le famiglie, assieme all’integrazione di chi viene a cercare fortuna qui” e chi desidera che vengano realizzate “leggi contro l’omofobia, perché nel 2013 non è possibile che esistano ancora razzismo e discriminazione”.

E poi ci sono i desideri personali, molti dei quali comuni alla maggioranza di noi ma non per questo banali: imparare a dire grazie a chi ci sta attorno ed essere in grado dare il massimo per le persone a noi più vicine, vivere in tranquillità, trovare l’amore, ottenere soddisfazioni, avere la forza per affrontare i piccoli grandi problemi di ogni giorno, conoscere un po’ di benessere e serenità. “Spero che il nuovo anno porti felicità” conclude un giovane atestino “perché ricercarla è diritto di ognuno e aiutare a trovarla è compito della società. Più felicità ci sarà in ogni persona, più questa aiuterà a creare un ambiente felice di cui ognuno potrà beneficiare”.

A cura di Davide Permunian