ATTUALITA’ – Intervistando una giovane letterata: Camilla Bottin

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Con molto piacere, intervistiamo Camilla Bottin, personalità emergente nel mondo della letteratura.

Generalità.

Remi Gallard, ventitré anni nel 2012 d.C., ragazza/donna/vecchia, spirito millenario imbevuto di secoli di storie passate, filtrate attraverso carte rimaneggiate da mani poco pulite in biblioteca.

Studi fatti.

In quanto Babbana, ho dovuto ripiegare con il Liceo Ferrari di Este, indirizzo Classico. Ho imparato e disimparato il greco e il latino fino ad approdare all’isola felice patavina, dove ho conosciuto oratori e filosofi all’ombra di un sicomoro, impegnati a discorrere dei massimi sistemi con l’immancabile tabacco in una mano e nell’altra Leopardi o Pasolini. Dopo eroiche battaglie alla conquista di un posto libero a Palazzo Maldura, ho deciso che era giunto il tempo di lasciare il mondo delle Lettere per altri lidi, quelli veneziani. Archivistica e biblioteconomia mi sembrava una scelta che potesse “soddisfare” la mia passione per la lettura, ma alla poco allettante idea di trasformarmi in un topo da biblioteca, ho cominciato a girare per la provincia, assistendo a spettacoli, letture, concerti di tutti i tipi. Un resoconto delle serate veniva spontaneo, così come il desiderio di intervenire in prima persona per sostenere queste iniziative culturali ed ecco la rivelazione: sarei diventata una giornalista schierata a favore della cultura, costi quello che costi. Ora, nella romantica Verona, trascorro le mie giornate in attesa di mettere in tasca la seconda laurea, in Editoria e Giornalismo, aspettando il giorno in cui arriverà un invito dall’Arena a sedere nell’area riservata ai giornalisti. Intanto, complici le mille occupazioni padovane, scrivo articoli per Padovando, giornale per cui lavoro, che mi offre la bellissima possibilità di raccontare agli altri quello che vedo dalla prima fila.

Hai scelto la facoltà di Lettere, nonostante tante persone, specialmente gli adulti, la sconsiglino. Cosa ti ha spinto a questa scelta? La passione, la dote innata per lo scrivere?

Non ho scelto di fare Lettere, semplicemente mi è sembrata la cosa più naturale del mondo, pur sapendo che in futuro avrei potuto pentirmi di questa decisione. Ma mi sono detta, nel caso, faccio sempre in tempo a farmi una seconda laurea, intanto questa la tengo per me, voglio coltivare le mie grandi passioni, la lettura e la scrittura. Una persona abituata a pensare e a fantasticare per me avrà sempre il coraggio di affrontare qualsiasi situazione, perché la speranza di vivere qualche avventura degna di essere raccontata non manchi mai.

Dopo la laurea triennale hai abbandonato Padova per Verona. Come mai? Quanti sbocchi offre l’università di Padova e quanti quella di Verona?

Padova ha rappresentato per me l’entrata nel mondo universitario, c’era tanto entusiasmo iniziale, ho vissuto molte esperienze per la prima volta. A un certo punto, però, ho capito che dovevo cambiare, altrimenti avrei replicato quelle stesse situazioni con un conseguente inaridimento intellettuale: provare realtà nuove è sempre uno stimolo a cambiare, ad adattarsi.

Verona ha un’università più piccola, meno affollata e caotica, più seriosa: vi ho trovato persone mature, che sanno già cosa vogliono dalla vita. Sono due mondi diversi, la seconda è già più orientata a un mondo professionale. Però… che resti tra noi, sarò patavina fino alla morte, ancora adesso giro per le biblioteche di Padova, hanno un clima più festoso, non so come spiegarlo.

Come mai hai scelto “Editoria e giornalismo”?

Ho scoperto l’esistenza di questa laurea magistrale un mese prima di immatricolarmi: merito del caso? Forse sì, intanto mi godo l’Arena, Piazza Bra, l’Adige, lo shopping e il verde del campus universitario.

Come è nato il tuo libro? Idea personale oppure qualcuno ti ha consigliato di compiere questa impresa?

Il libro “Remi Gallard. Controcorrente” è nato assolutamente per scherzo, volevo dimostrare a un amico che avrei saputo scrivere un racconto ironico in cui comparivano alcune buffe situazioni a cui mi era capitato di assistere. Alla fine avventura dopo avventura, in questo mondo trasognato, mi sono ritrovata catapultata in una storia che non era più la mia: senza volerlo avevo creato un personaggio. Due settimane di full immersion, io e il computer ed ecco il libro bello e pronto: non so dirvi se può piacervi o meno, ma io mi sono divertita un mondo a scriverlo e spero di riuscire a far divertire allo stesso modo.

Ti senti una persona che sta scalando la via del successo?

Scalando no, per il momento mi accontento di guardare la sommità della scala dal primo gradino. Sono convinta che ogni esperienza fatta, indipendentemente dal successo, sia positiva.

Il tuo futuro dopo la laurea?

Mi piacerebbe molto fare il master di Giornalismo a Bologna. Un’altra università, perché no?

Come ti sei avvicinata al mondo della scrittura?

Fin da piccola ho sempre letto tanto e ancora adesso faccio il possibile per avere del tempo da dedicare alla lettura: un po’ alla volta le storie che leggevo mi hanno spinto a crearne di nuove, le immagini che si accatastavano nella mia mente sentivano il bisogno di essere trasferite su carta. Tra le mie produzioni passate alcune sono carta straccia, me ne rendo conto, ma intanto sono state dei veri “laboratori”, delle fucine per i pensieri ancora inespressi.

Conosci il nostro progetto di Estensione? Che cosa ne pensi?

Un gran bel progetto devo dire, vi seguo con piacere. Così giovani e già così in gamba! E’ un onore per me poter far parte della vostra iniziativa con questa intervista. Vi auguro di venire letti e di ricevere moltissimi commenti positivi (ne avrete già tanti, scommetto!)

Segue ora una breve recensione dell’opera di Camilla, alla quale porgiamo i più sinceri auguri per un futuro pieno di successo e che ringraziamo per l’enorme disonibilità!

Il libro  “Remi Gallard. Controcorrente” è un fantasy ironico rivolto a un pubblico di adolescenti/giovani, la protagonista Remi Gallard vive in un mondo fantastico che si divide tra la Città di Sopra e la Città di Sotto (Feste e Estef), il quale è minacciato da un potere autoritario che nega la libertà d’espressione, che accetta solo forme di cultura ‘preimpostate’ e approvate dal Circolo Volpini. Remi, in lizza per diventare Poetessa del Regno, non accetta questa situazione e insieme a un gruppo di ribelli (la Compagnia Teatrale dei Normali e alcuni amici) organizza la Resistenza: numerosi i colpi di scena, personaggi che sbucano dal nulla, il Bene che trionfa sul Male. Nel mirino le persone che si prendono troppo sul serio perchè la Cultura è bella quando libera: abbasso al pedantismo, abbasso le imposizioni. Viva l’arte di saper vivere! I valori dell’amicizia e dell’amore prevalgono: una storia che vuole essere simpatica e far riflettere allo stesso tempo.

Ilenia Sanna

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