ATTUALITA’ – Il peggio deve ancora venire?

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Ma chi, quello? Quello nemmeno riesce a ballare il Gangnam style!

Nemmeno Goku con un’onda super energetica riuscirebbe a farlo vincere!

Sembra un bambino che rivuole il suo giocattolo.

No signori, non stiamo parlando di un gioco della playstation, men che meno di un bambolotto: il soggetto in questione è Kim Jong-Un. Chi è? Uno dei personaggi più popolari negli ultimi giorni.

Avete per caso sentito parlare di un possibile attacco nucleare della Corea del Nord ai danni dell’America? Bene, ora riordiniamo i vari pezzi.

Lo scorso mercoledì  3 aprile, apprendiamo che il sopra citato Jong-Un, comandante supremo dell’esercito popolare di Corea dal 30 dicembre 2011, ha avuto il nulla osta per dichiarare guerra agli Stati Uniti. Cito testualmente il comunicato: “Informiamo formalmente la Casa Bianca e il Pentagono che le continue politiche ostili degli Stati Uniti nei confronti della Repubblica Democratica Popolare di Corea e le sue incaute minacce nucleari saranno spazzate via dalla forza di volontà del personale militare e dalle capacità nucleari più piccole, leggere e diversificate della Corea del Nord, e che le operazioni senza pietà delle sue forze armate rivoluzionarie sono state esaminate e autorizzate.”

Si parla quindi di eventuale offensiva nucleare rivolta ad una delle più grandi potenze di sempre, ma non solo; oltre che all’America di Obama, questo monito sembra orientarsi anche verso le Hawaii e l’isola di Guam, e addirittura verso la Corea del Sud e l’immenso Giappone.

Quali sono le cause di questo annuncio, all’apparenza così repentino? Sembra che il giovane comandante, definito dal Los Angeles Timesun assurdo personaggio comico”, si sia inasprito per le recenti esercitazioni congiunte tra le forze americane e quelle di Seul –capitale della Corea del Sud, ndr. A questo, si aggiunge inoltre una possibile necessità di sviluppo economico provocata dall’isolamento dal resto della comunità internazionale da parte della DPRK (Democratic People’s Republic of Korea).

Nonostante molti giornali spaccino gli USA come poco allarmati dal problema, alcune batterie antimissile sono già state spostate, a scopo precauzionale, nel territorio di Guam – l’isola più grande della Micronesia, controllata da Washington, e situata nell’oceano Pacifico occidentale, a soli 1.500 km a sud-est dalla penisola coreana, ndr. Per ora, tutto è ancora in linea teorica, nessun attacco è stato sferrato.

Ma, che cosa ne pensano i nostri cittadini a riguardo?

Le tre frasi in apertura costituiscono alcuni dei pensieri dei più giovani a proposito dell’argomento: il rischio di una terza guerra mondiale suona ai più impossibile, data la netta preminenza della potenza americana. Innumerevoli, quindi, le battute su Kim Jong-Un, preso più come un bamboccione da deridere che come un capo militare.

La maggior parte della cittadinanza interpellata non si sente toccata dalla notizia, classificata come ‘tutto fumo e niente arrosto’. Segue poi chi vede questo conflitto come il semplice capriccio di prevalere l’uno sull’altro, una caccia a chi sia il più forte, e le armi nucleari siano come un semplice giocattolino, ovviamente nelle mani di chi non sa come utilizzarle.

A questo proposito, i cittadini si chiedono se l’ONU, Organizzazione della Nazioni Unite, la quale dovrebbe mantenere la pace internazionale e promuovere la soluzione delle controversie (secondo i primi due articoli dello Statuto delle Nazioni Unite) stia in questo caso dormendo, dato che non muove passi per dissolvere la probabile imminente offensiva.

Altri ancora paragonano Jong-Un a Hitler, ricordando come agli esordi nemmeno quest’ultimo fu ascoltato, e il resto lo conosciamo bene tutti.

Entrano in gioco anche logiche del capitalismo nei pensieri della nostra Este, secondo la quale si liberano gli arsenali militari per far ripartire l’industria pesante.

Amaro è stato però notare come alcuni-fortunatamente non molti- non fossero minimamente a conoscenza della notizia, segno che i telegiornali e le testate nazionali sono purtroppo sempre meno utilizzati dagli uomini del futuro.

Domani, quindi, che cosa succederà? Ci saranno altre importanti dichiarazioni atte a sconvolgere –nuovamente- il destino mondiale?

E pensare che sembra ieri quando Obama ricevette il premio Nobel per la Pace.

Ilenia Sanna