ATTUALITA’ – Fusione Este – Ospedaletto: ecco cosa ne pensano i cittadini

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Ultimamente sui giornali locali sta impazzando una notizia che ci riguarda da vicino: Este ed Ospedaletto, due entità comunali distinte, potrebbero tra poco più di un paio d’anni plasmarsi in un unico nuovo soggetto, il cui nome per ora ancora non è deciso – erroneamente infatti si parla di Atheste.

Comunità atestina e comunità ospedalettiana (?) unite quindi? Non esattamente. Grazie a Francesco Vigato, capiamo che questa idea progettuale comporta una fusione, disciplinata con il testo unico degli enti locali del 2000 (decreto legislativo 267) e non un’unione, dove i comuni mantengono un’identità propria ed espletano alcune funzioni in forma associata. Una nuova realtà dunque, dove il comune risultante riassume tutte le funzioni di amministrazione o di istruzione con un unico ufficio, mettendo fine ad inutili agglomerati burocratici che a nulla servono in paesi con un numero esiguo di abitanti. Novità, ma caso non isolato: ricordiamo infatti i casi di Porto Viro (nel Rodigino, fuse Contarina e Donada) e di Due Carrare (nato dalla fusione di Carrara San Giorgio e Carrara Santo Stefano) del 1995, i primi tra l’altro di tutta Italia.

Nonostante quello che sembrerebbe però, questa idea è ancora in fase pre-progettuale. Annalisa Arru infatti ci informa che il consiglio comunale congiunto tenutosi al Manfredini ha per ora solamente dato compito ad una commissione paritetica di studiare la fattibilità, l’impatto economico e vantaggi/svantaggi di questa fusione. Abbiamo quindi toccato il punto cruciale: il piano di questo nuovo comune nasce principalmente da una volontà di razionalizzare le risorse, con una realtà più grande si affrontano in modo migliore questioni legate alla mobilità e alla pianificazione urbana. Un esempio tra tutti la SESA, che infatti da anni riunisce i due paesi che sono proprio ora in gioco per questo progetto.

L’ultima parola chiama in campo comunque noi cittadini votanti, infatti lo step decisivo è costituito da un referendum consultivo dove siamo invitati ad esporre il nostro parere. Da qui quindi cerchiamo di raccogliere opinioni a riguardo dei nostri coetanei ma, purtroppo, la maggior parte degli “intervistati” non era nemmeno a conoscenza dell’idea sostenendo il fatto che non sarebbe cosa che potrebbe toccarli da vicino, ovviamente sbagliando, oppure affermando che in caso di referendum la risposta sarebbe negativa per non mischiare due comuni di non pari livello (essendo in questo caso Este più grande di Ospedaletto).

Tornando ai ragazzi citati sopra, Annalisa, ragazza impegnata anche con un’associazione culturale atestina, l’Angolo Giro, afferma di essere a favore delle fusioni, ed ancor più di questa in particolare, dato che ‘l’unione fa la forza’: un esempio tra tutti il fatto che il problema ferroviario, questione che colpisce da vicino quasi tutti i giovani,potrebbe essere più facilmente risolvibile con un comune di più che possono farsi massicciamente sentire . Inoltre, la fusione è favorita da una delibera regionale che spinge all’aggregazione per i benefici che può portare. Bisogna però guardare in faccia la realtà, e, come appoggia anche Francesco, questi due comuni hanno un forte senso di campanilismo che li pervade, il che potrebbe quindi portare ad un eventuale esito negativo del referendum.

Francesco comunque, avrebbe preso in considerazione con maggior vigore una fusione con il comune di Baone, viste le distanze annullate tra i centri urbani e dato che questo è un comune che vive grazie ad Este per servizi, ecc., quindi sarebbe inutile tenere in piedi uffici situati a poco più di un chilometro da quelli di un centro urbano ben più grande.

Per chiudere, il pensiero di Elia Brugnera, di Ospedaletto, che credo sintetizzi al massimo la questione della fusione:  al giorno d’oggi bisognerebbe avere un’identità europea, o per lo meno nazionale, ma si è ancora fermi come nel medioevo ad entità individuali o , al massimo, del comune di appartenenza. Soprattutto noi giovani, che siamo la potenzialità del futuro, dovremmo essere di più larghe vedute, ma come si fa ad accettare il diverso se non si riesce nemmeno ad accettare la fusione di due comuni che vivono praticamente in simbiosi?

Ilenia Sanna

3 Commenti

  1. Innanzi tutto complimenti per avere pensato questo contenitore !
    Vi seguirò senz’altro, pur non essendo estense doc 😉
    Ho apprezzato il coraggio di affrontare un tema così attuale e allo stesso tempo spinoso come è la riforma degli enti locali. Personalmente seguo con interesse il dibattito sorto attorno a unioni, fusioni, riordino delle province, città metropolitana (quest’ultimo potrebbe essere un buono spunto per un prossimo articolo magari ? 😉
    Faccio solamente un piccolo appunto/precisazione: dove menzionate gli esempi precedenti di fusione di comuni in Veneto, chi legge può avere l’impressione che la fusione sia stata tra Porto Viro e Due Carrare, invece questi sono due “nuovi” comuni nati rispettivamente dalla fusione tra Porto Viro e Contarina, e Carrara S.Giorgio e Carrara S.Stefano.
    Al prossimo numero e buon lavoro a tutti ! 🙂

  2. ancora complimenti per questo utilissimo lavoro, a riguardo della fusione se volete saperne di più noi dell’associazione Giovani d’Este abbiamo raccolto e stiamo raccogliendo molto materiale sul tema fusione Este/Ospedaletto e stiamo preparado un incontro, un evento su questo argomento con gli amministratori locali interessati e degli esperti. Anche sul tema città metropolitane, riforme degli enti locali abbiamo raccolto molto, stiamo valutando se creare un evento anche su questo o unirlo a quello della fusione. Accettiamo consigli e collaborazioni, ci battiamo per lo stesso risultato: una buona informazione a Este, soprattutto tra i giovani!

  3. Ciao Giulia, grazie per i complimenti, i suggerimenti per possibili articoli e la correzione (già messa in atto). Continua a seguirci, non ti deluderemo! 🙂

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