ATTUALITA’ – Furti di biciclette, un problema che si trascina da troppo tempo. E che forse è stato affrontato con troppa sufficienza.

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“Fino a poco tempo fa andavo a prendere il treno con la mia bicicletta. Era bella e nuova di zecca, la fissavo sempre alla rastrelliera con il lucchetto. Poi un giorno, rientrando a Este dopo l’università, non l’ho più trovata. Naturalmente l’ho cercata dappertutto, ma l’unica cosa che sono riuscito a scoprire è stata il lucchetto tranciato a metà, probabilmente da delle tenaglie. Per carità, era solo una city bike, non una macchina, ma aveva un forte valore affettivo, perché era un regalo di mio nonno”. Questa è solo una delle tante testimonianze che abbiamo raccolto negli ultimi giorni approfondendo la questione dei furti di biciclette che avvengono continuamente nei pressi della stazione ferroviaria di Este. Furti che, a quanto pare, rappresentano una sorta di “rito di passaggio” obbligatorio per i pendolari atestini: quasi tutti coloro che per recarsi all’università o sul posto di lavoro si servono del treno sono stati, almeno una volta, derubati del loro mezzo di trasporto a pedali. La dinamica presenta due varianti principali: i ladri, stranieri senza fissa dimora, arrivano in furgone nelle ore in cui la stazione è meno frequentata, forzano i lucchetti, caricano le biciclette e si dileguano, per poi vendere all’estero la refurtiva. Oppure il reato è commesso da Italiani che in seguito riverniciano il telaio e tengono per sé il velocipede rubato. In ogni caso il problema si protrae da tanto tempo senza che nessuno si adoperi per risolverlo. Così i pendolari, per evitare di dover ricorrere all’acquisto sistematico di una bicicletta al mese o, peggio ancora, alla settimana, si sono cautelati cominciando a usufruire del bike sharing predisposto dal Comune. Attraverso questo sistema di mobilità sostenibile viene messa a disposizione dei cittadini una certa quantità di velocipedi (qui a Este una cinquantina) di proprietà comunale. Gli utenti accedono al servizio tramite abbonamento e hanno l’obbligo di riconsegnare la bicicletta alla fine dell’utilizzo presso uno dei vari punti di raccolta dislocati nella città. E’ chiaro però che non può essere questa la risposta ai furti. Il bike sharing è utile, ma è stato pensato per facilitare gli spostamenti in centro storico. Chi, per esempio, abita a diversi chilometri dalla stazione, è costretto a lasciare il mezzo nei luoghi di raccolta e a proseguire a piedi per un lungo tratto.

Non è la stazione ferroviaria l’unico spazio d’azione dei ladri di biciclette. Altri luoghi “a rischio” sono la stazione delle corriere, il Patronato Redentore, gli istituti scolastici, la Piazza Maggiore, l’esterno dei negozi. Il numero di velocipedi sottratti a Este aumenta in modo esponenziale durante la stagione estiva, quando sfiora la decina al mese, mentre diminuisce d’inverno, per ovvie ragioni climatiche. Due sono i consigli importanti che ci sentiamo di dare: se dovete lasciare incustodita la vostra bicicletta, magari per diverse ore, procuratevi una catena robusta, fatela passare attorno al telaio, non alle ruote, e assicuratela a un palo della luce o a un oggetto pesante fissato per terra. Inoltre, nella sfortunata ipotesi che vi venga rubata, anche se lo ritenete inutile, recatevi comunque dai carabinieri a sporgere denuncia allegando una foto del vostro mezzo. Non di rado infatti accade che alcune biciclette vengano ritrovate e restituite al legittimo proprietario.

La soluzione migliore per fronteggiare il problema una volta per tutte sarebbe dotare di un sistema di videosorveglianza a circuito chiuso i posti più gettonati dai ladri. Una scelta di questo tipo rappresenterebbe però un investimento probabilmente difficile da sostenere per le casse del Comune, visti anche i forti vincoli alle spese previsti dal Patto di Stabilità. D’altro canto però occorre considerare che una città dove si possa circolare in tranquillità con la propria bicicletta conviene a tutti, ai cittadini, all’amministrazione, alle forze dell’ordine e ai negozianti. Siamo sicuri che non si possano trovare le risorse economiche necessarie a installare e attivare delle telecamere nei punti più problematici, magari ricorrendo, come in altre occasioni, alla strada delle sponsorizzazioni private?

Davide Permunian

4 Commenti

  1. bell’articolo Davide, complimenti! segnalo pure i furti nel parcheggio dell’ospedale…di bici ma anche di macchine e ultimamente moltissimo anche dei soli pneumatici invernali! lasciano le macchine.su quattro mattoni… c’è un evidente raket dietro

  2. Bravi. Avete fatto bene a “tirar” fuori il problema. Il fatto triste è che spesso i furti avvengono nei luoghi do ve meno ci si aspeterebbe….Tenete viva l’attenzione su questa questione, chissà che i ladri si sentano sotto pressione!

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