ATTUALITA’ – Furti di biciclette, parte due

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Tutti quelli che frequentano la città di Padova, per motivi di studio o di lavoro, avranno pensato almeno una volta alla comodità di spostarsi su due ruote. Si, perché i venti minuti di passeggiata per coprire la distanza tra la stazione dei treni e il centro storico non ce li risparmia nessuno.

Però. C’è un però. Purtroppo per i non residenti è molto difficile poter disporre di una bicicletta in quel di Padova. Riuscire ad esserne in possesso per più di qualche giorno è motivo di vanto. Tutte, o quasi, le bici finiscono con l’essere rubate, di notte, dovunque esse si trovino. Ma non sono qui per parlare dei furti in se, che non sono certo una novità anche in realtà urbane di dimensioni più contenute, come Este appunto.

La peculiarità che distingue la città capoluogo di provincia dalle altre, è l’esistenza di un vero e proprio mercato di biciclette rubate. Ebbene si, le bici rubate in tutta la provincia vengono opportunamente modificate o mascherate e sono rivendute. Il centro nevralgico di tali operazioni coincide con i Giardini dell’Arena, vero polmone verde del centro storico patavino, che ospita nientemeno che opere di Giotto.

I commercianti mettono in atto le loro trattative all’ombra della statua di Garibaldi del tutto indisturbati; le rare volte che auto della polizia o dell’esercito fanno un sopralluogo questi si dileguano, proprio a cavallo degli oggetti in vendita, per ricomparire serenamente pochi minuti più tardi. Il fenomeno sembra inestinguibile.

La colpa di chi è? Facile accusare i diretti responsabili. Ma forse non è solo merito loro.

A chiunque fa comodo comprare una bicicletta spendendo meno di trenta euro, piuttosto che recarsi presso un vero rivenditore e spenderne almeno tre volte tanti. Questa è la chiave. Quelli che sembrano indignarsi di fronte a tale fenomeno sono colpevoli tanto quanto i “mercanti”. I cittadini comuni dunque, che dovrebbero farsi un esame di coscienza e riflettere sul famoso proverbio “non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”. Si, perché se tutti smettessero di comprare biciclette rubate, inevitabilmente diminuirebbe anche la tendenza a rubarle. Ma la più grossa fetta di responsabilità è senza dubbio dell’amministrazione comunale, che a quanto pare non ha ancora messo in atto tattiche realmente efficaci per debellare tutto ciò e fino ad ora ha chiuso un occhio, o forse tutti e due. Eppure basterebbe così poco.

Carlo Pettinato

1 commento

  1. Il fenomeno è diffusissimo anche a Ferrara e lì sarebbe interessante indagare sui legalissimi depositi di biciclette o venditori di bici “usate”… Si dice che buona parte arrivino dal padovano… Poi ovviamente sono solo voci e sospetti, nessuna accusa… Però a volte a pensar male… E come dite voi è un mercato che fa comodo a tutti….

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