ATTUALITA’ – Fame di solidarietà

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“No, grazie”, oppure un secco “no”, sguardi bassi che evitano di incrociare il tuo, tanti “sono in difficoltà anch’io”, dei comici “non sono venuto a fare la spesa”, “ho già contribuito ieri”. All’entrata di un supermercato se ne vedono e se ne sentono sempre tante, soprattutto se non si è nelle vesti abituali del consumatore, ma in quelle del volontario. Eppure questa volta non si tratta della solita quando fastidiosa vendita promozionale di prodotti: è sabato 30 novembre ed è la giornata nazionale della colletta alimentare, in cui la Fondazione onlus Banco Alimentare promuove la raccolta di alimenti per i più indigenti. Fare beneficienza è semplicissimo: insieme alla propria spesa si acquistano altri prodotti a lunga conservazione, come pasta, riso, legumi in scatola, pelati, confezioni di biscotti e cracker, omogeneizzati.

A questa iniziativa hanno aderito, come del resto succede già da molti anni, tutti i supermercati di Este grazie alla partecipazione di volontari appartenenti alle varie associazioni della nostra cittadina (si pensi che, in tutta Italia, se ne sono contati 135 mila). L’adesione dei clienti, benché in calo rispetto al passato, risulta sempre considerevole qualunque sia la loro estrazione sociale. Tutto il cibo raccolto viene mandato in un magazzino a Padova e da lì poi redistribuito nella nostra zona, divenendo così un aiuto diretto alle persone in difficoltà sul territorio. A Este è l’associazione S.Vincenzo, situata di fronte al Duomo di S.Tecla ed aperta una volta al mese, ad occuparsi dell’assistenza dei più poveri; a seconda delle richieste pervenute, i volontari provvedono a preparare delle borsette contenenti generi alimentari, vestiario e altri beni di prima necessità. Il servizio è aperto a tutti, ma a chiedere l’aiuto della S.Vincenzo sono soprattutto le famiglie straniere; può capitare che alla porta bussino anche i nostri connazionali, che badano però a non presentarsi nei momenti di maggior affluenza per evitare la vergogna di un tenore di vita decisamente calato.

Questo tipo di sostegno è senza dubbio limitato, ma risponde alla necessità di una cittadina di piccole dimensioni come la nostra; raggiungendo il centro di Padova, osserviamo un aiuto molto più capillare, che va dalle numerose mense per i poveri dislocate nei vari quartieri anche periferici, offerte dalla Caritas o da singole parrocchie, alle case di accoglienza.

La perplessità intorno alle iniziative di beneficienza rimane alta ed è ragionevolmente dovuta alla molteplicità delle situazioni problematiche, unita all’incertezza sulle modalità di distribuzione dei fondi, soprattutto in un periodo di ristrettezze economiche; eppure nella sola giornata di sabato sono state raccolte ben 9037 tonnellate di cibo (secondo i dati forniti dal Banco Alimentare), segno di una generosità che, per fortuna, da qualche parte si può ancora toccare con mano.

Valeria Ferraretto