ATTUALITA’ – D’istruzione

0
129

Immagine

Troppo spesso le critiche si trasformano soltanto in lamenti, troppo spesso ci si dà per vinti di fronte al primo fallimento,  troppo spesso si rinuncia in partenza ad agire, perché già pronti a ricevere una sconfitta.

Nell’ambiente della scuola –in particolar modo in quella di provincia-, ogniqualvolta emergano delle problematiche che si traducono in giornate di sciopero nazionale, l’adesione fatica ad arrivare (o arriva in maniera scorretta) sia da parte dei docenti sia da quella degli studenti.  Gli insegnanti di frequente appoggiano le motivazioni che spingono alle manifestazioni, ma sono convinti della poca risonanza (per non dire dell’inutilità) della loro piccola protesta e in ogni caso badano di più allo svolgimento dei loro programmi e alla retribuzione di fine mese; gli alunni non sono adeguatamente informati e tendono a partecipare agli scioperi in maniera del tutto superficiale, magari guadagnando qualche ora di sonno in più.

Eccezionalmente, lo sciopero annunciato per sabato 25 Novembre sembrava avere smosso la coscienza collettiva e aver mobilitato in massa la componente docenti e personale ATA; per questo motivo la revoca del suddetto sciopero da parte di una parte delle sigle sindacali, avvenuto nella mattinata di venerdì 24, è apparso ancora più immotivato e ha riaperto la questione del rapporto governo-sindacati . Nonostante questo, si è potuto assistere anche nel centro di Este a una manifestazione organizzata da alcuni professori delle scuole superiori, a cui si è unito un gruppo considerevole di studenti provenienti dal liceo e dagli istituti tecnici della nostra cittadina. I volantini distribuiti e gli striscioni presenti parlavano chiaro: i tagli  che il governo sta effettuando sull’istruzione ci riguardano in prima persona e danneggeranno il futuronon solo a livello scolastico o lavorativo!– delle giovani generazioni. I finanziamenti si fanno sempre più limitati, aumenta il numero di studenti per classe, diminuisce quello degli insegnanti, il denaro pubblico viene sprecato nelle tante fasi del “concorsone” per l’assunzione di organico e, dulcis in fundo, un decreto legge vorrebbe modificare la composizione degli organi di rappresentanza all’interno delle scuole superiori, inserendo personalità provenienti da aziende private nei consigli d’istituto. Tutto ciò rappresenta una vera e propria sconfitta per il processo di riforme che aveva portato all’attuale stato delle cose, in cui è previsto un consiglio d’istituto in cui tutte le parti hanno ugual peso ed è garantito il diritto di assemblea agli studenti (diritto che potrebbe venir meno con l’introduzione della legge sopraccitata). I neo-eletti rappresentanti dell’istituto Ferrari hanno provveduto a portare al sindaco Piva una lettera contenente lo sdegno degli studenti relativo a tali provvedimenti, che è stata inoltrata allo stesso Ministero dell’Istruzione.

È tra i banchi di scuola che si stanno formando i cittadini di domani e non è certo sorprendente il divario di disinteresse che separa i giovani da una politica sempre più indirizzata a privilegiare gli interessi delle banche piuttosto che quelli delle persone comuni.

“L’istruzione e la formazione sono le armi più potenti che si possono utilizzare per cambiare il mondo.” (Nelson Mandela)

Valeria Ferraretto