Consiglio comunale, è scontro sull’indipendenza del Veneto. Tensione Goisis-Quadarella

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foto_consiglioConsiglio comunale piuttosto caldo quello che si è svolto nella serata di giovedì 19 dicembre a Este. Una maratona di quasi quattro ore, che era possibile seguire da casa in streaming e che ha visto una nutrita presenza di pubblico, tra cui diversi rappresentanti venetisti. Sul tavolo parecchi nodi da sciogliere, compresa la mozione per la richiesta di un referendum sull’indipendenza del Veneto.

I PUNTI PRINCIPALI DEL DIBATTITO

Il primo ad essere affrontato è il tema della sicurezza. Il consigliere di centrodestra Sergio Gobbo presenta al sindaco un’interrogazione relativa agli impianti di videosorveglianza presenti in città. Piva rassicura sul forte impegno della sua amministrazione in questo senso. Il Comune, infatti, avrebbe stanziato 31 mila euro spalmati su due anni, 2013 e 2014, per rinnovare tecnologicamente le telecamere e adeguarle alla nuova normativa nazionale.

Sotto la lente d’ingrandimento finisce poi la quotidiana odissea vissuta dai pendolari della Bassa Padovana a causa dei disservizi di Trenitalia. A questo proposito, in un incontro con sindaci e categorie produttive, l’assessore regionale alla Mobilità Renato Chisso avrebbe promesso che, se la situazione non migliorerà, a marzo il trasporto ferroviario del Veneto verrà messo in gara. E’ invece di qualche giorno fa la notizia che la Giunta regionale ha già deciso di disdire il contratto con Trenitalia.

La consigliera Orietta Ravazzolo (Lega Nord) si fa portavoce del presunto malcontento degli abitanti della zona PEEP per la scarsità di luminarie natalizie installate nel quartiere. A replicare è l’assessore allo Sviluppo Economico Matteo Pajola: “La quantità di luminarie è rimasta la stessa dello scorso anno e allora non si erano verificate lamentele. Purtroppo questo è un tempo di vacche magre. Per gli addobbi del centro il Comune ha dovuto chiedere un contributo economico ai commercianti.”

La stessa Lega Nord chiede quali saranno le contromisure adottate per fermare le continue incursioni di cinghiali nelle residenze dei cittadini, l’ultima segnalata di recente in viale Rimembranze, non lontano dall’Hotel Beatrice. A Piva, che spiega come l’amministrazione abbia già fatto le opportune segnalazioni al Parco Colli, l’ex deputata Paola Goisis risponde con una provocazione: “Perché non abbattere più cinghiali? Avremmo anche più carne da dare ai bisognosi. In questo modo si risolverebbero due problemi in un colpo solo.”

Il culmine della riunione è rappresentato dall’interpellanza sulla legge referendaria per l’indipendenza del Veneto, avanzata dalla Lega. Il neo consigliere delle Civiche d’Este Andrea Quadarella chiarisce subito la sua netta contrarietà: “Questa proposta non è nell’interesse dei cittadini e coloro che la propongono sembrano piuttosto confusi” dice, venendo più volte interrotto da una furibonda Goisis. Zaramella, leghista, anche lui attaccato dalla Goisis, evidenzia come lo scopo della mozione sia quello di dare ai cittadini veneti la possibilità di esprimersi a titolo consultivo. Con il passare dei minuti il dibattito si accende. Alberto Roman (Pd), dopo essersi visto negare la parola dal presidente del Consiglio Rosa Rizzato, polemizza: “Non a tutti questa sera sono state date le stesse possibilità di parlare.” In molti chiedono più tempo per esprimere la propria posizione, sotto lo sguardo degli attivisti di Indipendenza Veneta avvolti nella bandiera del Leone di San Marco. I democratici, proprio per bocca di Roman, annunciano il loro voto negativo: “Sostenere questa mozione significa sputare sulla memoria di chi ha combattuto per l’Italia. Serve ben altro per risolvere i problemi.” Unica eccezione Francesco Panfilo, che spiega così la sua scelta: “Ritengo giusto dare l’opportunità alla gente di pronunciarsi in un contesto caratterizzato da una classe dirigente che non fa nulla per cambiare. Non voglio in alcun modo, tuttavia, rompere con la maggioranza.” La mozione viene alla fine respinta con otto voti contrari (Pd e Civiche), tre a favore (Lega) e cinque astensioni (Pdl, Udc, Panfilo e Idv).

Davide Permunian