martedì 25 Febbraio 2020
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Andrea Quadarella: “Il post anti leghista? Basta polemiche, parliamo di cose concrete”

1098308_10201791654418957_1845206532_n–  Presentati ai lettori. Chi è Andrea Quadarella?

Ho 23 anni, mi sono diplomato al liceo classico, amo il teatro, lo sport, soprattutto la pallanuoto, la lettura e la politica. Studio Giurisprudenza a Ferrara, lavoro come bagnino e istruttore di nuoto presso le piscine di Legnago e Conselve. Sono consigliere comunale delle Civiche d’Este e tra i fondatori di un’associazione culturale, i Giovani d’Este, che gestisce la sala prove Nautilus.

– Cominciamo dalla passione per la politica. La coltivi sin dai tempi delle scuole superiori, quando sei stato rappresentante d’istituto…

L’amore per la politica nacque nel 2006, durante la campagna elettorale di Giancarlo Piva. Allora decisi che avrei sostenuto lui, e che volevo aiutarlo a vincere. La politica mi affascina soprattutto per due aspetti: la rappresentatività, che con tutti i suoi limiti è a oggi l’unico sistema capace di garantire uguaglianza, libertà e partecipazione, e la possibilità di mettersi a servizio della cittadinanza, amministrando concretamente una comunità.

– Perché hai deciso di candidarti nelle Civiche e non in un partito, come ad esempio il Pd?

Lì ho trovato libertà di azione e di pensiero. Nelle Civiche ci sono spesso idee diverse, ma ad accomunare è la volontà di lavorare per la città. Credo che questa sia anche la ragione per cui alle ultime elezioni abbiamo avuto un buonissimo risultato

– Cosa significa per te essere consigliere, in un momento generale così difficile?

E’ un’attività che occupa una parte consistente del mio tempo a scapito, ahimè, dello studio. Ma è anche una sfida straordinaria, di cui pochi riescono a cogliere la bellezza a causa della profonda sfiducia che si ha oggi nei confronti della politica. In realtà un consigliere ha scarsa influenza nelle decisioni che vengono prese e percepisce, qui a Este, 25 euro per ogni seduta: una nullità.

– Politicamente parlando, cosa c’è nel tuo futuro?

Sogno la nascita di una rete formata dagli amministratori della zona, per portare le esigenze dei cittadini all’attenzione delle istituzioni. Una struttura che raccolga i bisogni della gente comune e li sottoponga a livelli più alti.

– Se ti chiedessero di fare il sindaco, cosa risponderesti? Ti sentiresti all’altezza?

Onestamente ritengo che in questo momento ci sarebbero persone più adatte di me a ricoprire questo ruolo. Stimo molto Piva, ma nel 2016 Este tornerà alle urne ed è giusto cominciare a pensare a chi prenderà il suo posto alla guida della coalizione. Se dovessi indicare qualcuno, non avrei dubbi: Matteo Pajola (attuale assessore allo sviluppo economico, ndr), una persona che può dare tantissimo alla città. Per quanto riguarda le alleanze, come Civiche dovremo fare le nostre valutazioni e non è detto che in futuro appoggeremo ancora il Pd.

– Ci sono delle cose che si possono fare per migliorare Este?

C’è sempre qualcosa che si può fare, anche se il Patto di Stabilità consente ai Comuni di fare interventi con il contagocce. Quella della fibra ottica, per esempio, è una strada da percorrere, perché ci consentirebbe di rilanciare la nostra produzione industriale e il commercio del territorio. Un’altra sfida è data dal teleriscaldamento, una forma di energia sostenibile che abbatterebbe i costi e migliorerebbe l’idea che i cittadini hanno di Sesa. Un domani, mi piacerebbe ristrutturare il teatro di Schiavonia e, in caso di fusione di Este con Ospedaletto, la mia speranza è che si possa realizzare un grande centro polivalente per arti, sport e cultura.

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Quadarella con i Giovani d’Este (secondo da sinistra)

– Sei un attivo utilizzatore dei Social Network. Che ruolo hanno i nuovi media nella comunicazione politica?

Nonostante io tenda purtroppo ad abusare dei Social, penso che la politica non si faccia lì perché questi strumenti non consentono di dare ai cittadini tutti gli elementi per poter decidere consapevolmente. Ormai la gente considera Facebook più importante della vita reale, ma la campagna elettorale va fatta nelle piazze. Postare qualche bella frase di propaganda ogni tanto non basta a vincere le elezioni.

– Qualche giorno fa hai pubblicato proprio su Facebook un post che ha fatto discutere: ritraeva un rotolo di carta igienica con impresso il Sole delle Alpi, noto simbolo leghista…

Mi dispiace per chi si è sentito offeso e ammetto che avrei potuto risparmiarmi quell’esternazione. Però non accetto lezioni di eleganza da chi fino a non molto tempo fa dichiarava di voler gettare il tricolore nel gabinetto. Tutta questa vicenda riguarda un’opinione personale non riconducibile alle Civiche d’Este e suggerisco alla Lega Nord di concentrarsi su contenuti concreti invece di inseguire sterili polemiche virtuali. Un complimento a Zaramella per la battuta di risposta: anche se mi ha stuzzicato sul piano personale io non sono permaloso, anzi mi ha strappato un sorriso!

– In questo momento, qual è il tuo orientamento politico?

Oggi i partiti sono strutture vuote, senz’anima, e distinguere tra Destra e Sinistra ha perso gran parte del suo senso. Per questo preferisco concentrarmi sulle persone. Pippo Civati mi è sembrato naturale e sincero, ha avuto il coraggio di mettersi in gioco e mi auguro che faccia strada.

– E di Renzi, cosa pensi?

La staffetta con Letta non sistemerà nulla perché la maggioranza parlamentare rimarrà la stessa di prima.

A cura di Davide Permunian

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