lunedì 16 Dicembre 2019
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Addio plastica monouso: cosa prevede la nuova normativa UE?

Secondo le stime, la direttiva approvata dal Parlamento Europeo ridurrà il danno ambientale di 22 miliardi di euro da qui al 2030. Dal 2021 stop a posate monouso, cotton fioc e non solo

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Con 560 voti a favore, 35 contrari e 28 astensioni, il Parlamento Europeo ha approvato in via definitiva la Direttiva (UE) 2019/904 (pubblicata in Gazzetta ufficiale UE il 12 giugno) sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente.

Nel prossimo futuro (il termine per il recepimento della Direttiva da parte degli Stati membri è fissato per il 3 luglio 2021) tale normativa cambierà drasticamente le abitudini di produttori, commercianti, esercenti e, soprattutto, di noi consumatori. Analizziamo, insieme, i principali aspetti di questa rivoluzione a tutela dell’ambiente.

Plastica monouso: la nuova normativa UE

🚫 Addio plastica monouso: cosa prevede la nuova normativa UE?♻ Secondo le stime, la direttiva approvata dal Parlamento Europeo ridurrà il danno ambientale di 22 miliardi di euro da qui al 2030. Dal 2021 stop a posate monouso, cotton fioc e non solo.⚖ Il nostro Avvocato Marco Martinoia di Semplicemente Diritto ci presenta tutti gli aspetti da conoscere di questa rivoluzione a tutela dell’ambiente!➡️ Leggi l'articolo completo: https://bit.ly/34xn7Yi

Gepostet von Estensione am Dienstag, 5. November 2019

Obiettivi

L’art. 1 della Direttiva europea indica espressamente i due principali obiettivi della nuova legislativa:
a) prevenire e ridurre l’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente, in particolare l’ambiente acquatico, e sulla salute umana;
b) promuovere la transizione verso un’economia circolare con modelli imprenditoriali, prodotti e materiali innovativi e sostenibili, contribuendo in tal modo al corretto funzionamento del mercato interno.

Secondo la Commissione Europea, infatti, oltre l’80% dei rifiuti marini è costituito da plastica. A causa della sua lenta decomposizione, infatti, tale materiale si accumula nei mari e sulle spiagge di tutto il mondo. I residui vengono ingeriti dalla fauna acquatica e rientrano nella catena alimentare, fino ad arrivare, quindi, anche sulle nostre tavole. Nelle premesse della Direttiva su richiamata, viene spiegato come “anche se la plastica svolge un ruolo utile nell’economia e trova applicazioni essenziali in molti settori, il suo uso sempre più diffuso in applicazioni di breve durata, di cui non è previsto il riutilizzo né un riciclaggio efficiente, si traduce in modelli di produzione e consumo sempre più inefficienti e lineari”.

La relatrice Frédérique Ries (ALDE, Belgio) ha dichiarato che «questa legislazione ridurrà il danno ambientale di 22 miliardi di euro, il costo stimato dell’inquinamento da plastica in Europa fino al 2030. L’Europa dispone ora di un modello legislativo da difendere e promuovere a livello internazionale, data la natura globale del problema dell’inquinamento marino causato dalle materie plastiche».

Prodotti vietati

Nell’ottica di ridurre l’incidenza della plastica sull’ambiente, a partire dal 2021, sarà vietata l’immissione nel mercato dei seguenti prodotti:
– posate di plastica monouso (forchette, coltelli, cucchiai e bacchette);
– piatti di plastica monouso;
– cannucce di plastica;
– bastoncini cotonati (cotton fioc) di plastica;
– bastoncini di plastica per palloncini;
– plastiche ossi-degradabili, contenitori per alimenti e tazze in polistirolo espanso (le c.d. tazze da asporto).

Le altre misure

La Direttiva in esame, oltre a vietare l’immissione nel mercato dei prodotti su richiamati, ha adottato altri strumenti per perseguire gli obiettivi di economia circolare. Gli Stati membri si sono impegnati a raggiungere un obiettivo di raccolta differenziata del 90% delle bottiglie di plastica entro il 2029 (77% entro il 2025) e l’introduzione di requisiti di progettazione per collegare i tappi alle bottiglie. Inoltre, le bottiglie di plastica dovranno contenere almeno il 25% di contenuto riciclato entro il 2025 e il 30% entro il 2030.

Si consolida, peraltro, il principio “chi inquina paga”, estendendo la responsabilità dei produttori (ad esempio di filtri di sigaretta e degli attrezzi da pesca) al fine di coprire i costi di pulizia dei rifiuti dispersi a terra ed in mare. Infine, viene allargato l’elenco di prodotti per i quali sarà resa obbligatoria l’etichettatura informativa sull’impatto ambientale.

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Marco Martinoia
Avvocato del Foro di Padova. Con la rubrica "Semplicemente Diritto" su Facebook, YouTube, Spotify e iTunes cerco di presentare in modo semplice le questioni giuridiche di tutti i giorni. Da febbraio 2019, ho iniziato a collaborare con Estensione sempre con l'obiettivo di informare al meglio i giovani del territorio!

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