#262acasa: la protesta dei lavoratori palermitani nel mondo del web

0
144

unnamed (1)

 

Un hashtag, un grido di protesta, un gesto virtuale simbolico che sposa la battaglia di 262 lavoratori palermitani che rischiano di ritrovarsi senza un lavoro, una reazione di dissenso che getta luce su una delle questioni più scottanti del nostro Paese negli ultimi tempi, la disoccupazione: tutto questo è #262acasa.

Come l’ormai celebre ice bucket challenge ci ha insegnato, i social network sono il mezzo più efficace e rapido per poter diffondere in modo originale e creativo delle iniziative importanti, come appunto quello per la ricerca contro la SLA, permettendo agli utenti di tutto il mondo di conoscere aspetti della realtà fino ad allora sconosciuti e di sposarne la causa.

E sono proprio Facebook e Twitter, infatti, i mezzi usati da alcuni dipendenti siciliani, i quali hanno scelto di rendere nota e di denunciare la loro attuale situazione di precariato, con la speranza che questa mobilitazione possa portare ad un esito positivo.

Ma spieghiamo, dunque, i fatti: la multinazionale americana con sede a Dublino, Accenture, società leader nel campo della consulenza di direzione, ha deciso di avviare le pratiche per il licenziamento di 262 dipendenti, attualmente lavoratori presso la filiale di Palermo, che quindi a partire dal mese di ottobre si ritroveranno senza un impiego.

Il perché è presto spiegato: la BT (British Telecom) Italia, succursale italiana di BT Group, impresa che opera nel settore delle telecomunicazioni, fornendo nel territorio nazionale una connettività internet ad una parte della pubblica amministrazione, ha infatti rescisso il contratto con Accenture, azienda che dal 2005 si occupava della gestione del customer care proprio nella sede palermitana, aperta da BT nell’anno 2000. Terminata quindi la partnership tra le due società, Accenture si vede protagonista di un licenziamento in massa dei 262 lavoratori precedentemente ceduti dal gruppo britannico, non essendo stata intrapresa alcuna procedura di mobilità per questi ultimi.

Un destino che sembra quindi già scritto, e che rischierebbe di lasciare sul lastrico questi poveri dipendenti, i quali dal prossimo mese si ritrovano senza un lavoro, sicurezza che al giorno d’oggi, in questi tempi di crisi, permetterebbe almeno di dormire sonni tranquilli.

Gli impiegati di Palermo, però, non ci stanno; diffondendo questa triste vicenda, che non è altro che una delle tante angherie subite dai cittadini di tutta Italia sulle quali si getta sempre un velo di omertà, sperano che la giustizia, ideale sulla quale dovrebbe basarsi la società, questa volta possa trionfare.

#262acasa, l’hasthag lanciato per combattere questa battaglia, non è quindi solo un simbolo virtuale, ma un numero reale, che denuncia un mercato del lavoro italiano in crisi.

Molte persone, tra cui parecchi volti noti, stanno sposando questa giusta causa, scrivendo pensieri personali, oppure postando una foto con l’hashtag sopra citato, e la protesta non sembra si concluderà tanto facilmente, almeno fino a quanto i lavoratori saranno disposti a lottare per i loro diritti. Perché, del resto, ce lo suggerisce anche la nostra Costituzione: l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.

Ilenia Sanna