TSN di Este, alla scoperta di una realtà sportiva in crescita esponenziale

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tsn1Equilibrio, sensibilità, coordinazione. Ma anche disciplina, concentrazione e precisione. Questi gli elementi del tiro a segno, disciplina sportiva olimpica sin dalla prima edizione dei Giochi, che non gode di grande risonanza mediatica. Eppure, da due anni a questa parte, un signore veronese dal capello bianco sta trasformando il Tiro a Segno Nazionale di Este in una vera e propria fabbrica di talenti e di risultati. Si tratta di Sergio Scarmagnani, una vita spesa nel volontariato, in particolare nello scoutismo. “Mi sono appassionato tardi al tiro a segno, quando avevo 50 anni. Con il TSN di Cerea ho vinto un campionato italiano a squadre nel 2007, da allora mi dedico alla promozione di questo sport“. Un impegno costante ed eterogeneo, che l’ha visto portare il tiro a segno nelle scuole medie della Bassa Veronese prima e all’Università scaligera poi, grazie alla carica di tutor durante un praticantato della Facoltà di Scienze Motorie, sempre alla ricerca del giusto equilibrio tra scuola e disciplina sportiva. “Perché se i compiti non sono fatti, non permetto ai ragazzi di allenarsi“.

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Tante le città e i poligoni cambiati: Cerea, Verona, Milano, per poi approdare, all’inizio del 2013, a Este. “Ho parlato con un dirigente del CONI che mi ha consigliato di venire qui. Qui ho cominciato da zero, visto che non c’è memoria di gruppi sportivi giovanili di tiro a segno. All’inizio venivo guardato con un po’ di titubanza, ma gli immediati risultati positivi mi hanno dato ragione“. Già, perché in appena due stagioni il TSN Este ha già spiccato il volo, in un regolare crescendo di risultati, su cui spiccano i due titoli regionali (2013 e 2014) conquistati da Martina Farruggia nella specialità pistola sportiva 25 metri. Ma il primo obiettivo, ripete Scarmagnani, “non è vincere, bensì educare“. Anche se conferma di essere veramente soddisfatto dei successi finora ottenuti. “In rapporto al numero dei ragazzi e alla loro esperienza, i risultati sono eccellenti, visto che parecchi di loro hanno anche partecipato all’ultimo Trofeo delle Regioni, che ha visto trionfare il Veneto“.

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Praticare una disciplina del genere a Este ha, ovviamente, anche i suoi limiti. “Al momento non possiamo ampliarci molto, almeno dal punto di vista numerico; ci conviene puntare sulla qualità, siamo l’unico TSN della Bassa Padovana. Per quanto riguarda le strutture, tra poco completeremo l’impianto da 50 metri, se trovassimo uno sponsor potremmo fare ancora meglio“. Qual è il vero obiettivo del TSN atestino dunque? “Trovare qualcuno che possa coltivare la passione dopo di me, perché non resterò qui per sempre. Qualcuno che possa promuovere la cultura di questo sport e aprire una tradizione atestina nel tiro a segno“.

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Sono venuta qui per caso. Ho provato, mi è piaciuto, e sono tornata” racconta Francesca Dalla Mutta, sedicesima classificata nella gara della pistola 10 metri ai campionati italiani dello scorso luglio. “Prima di quella gara ho dovuto fare una settimana di potenziamento fisico, perché servono forza e resistenza nel braccio con cui si spara. Ma tirare provoca soprattutto un grande stress mentale perché bisogna concentrarsi molto“. Francesca è tra gli astri nascenti del tiro a segno di Este. “Sta facendo molto bene, aspettiamo un exploit” chiosa Scarmagnani. “Quest’estate, in allenamento, durante il ritiro di Predazzo, ha realizzato 377 punti. E’ un punteggio da carta olimpica, da finale europea“.

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