SPORT – Basket Redentore, intervista a coach Limena: “Per noi stagione oltre le attese”

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“Se mi avessero dato a inizio stagione la possibilità di firmare per il terzo posto e la semifinale playoff, avrei accettato subito senza pensarci due volte”

Non è uno che ama le luci della ribalta, ma quando c’è da parlare di un mondo, il basket, che è suo da sempre, non si tira indietro. Coach Silvio Limena, simbolo della pallacanestro atestina, giocatore di buon livello e allenatore da parecchi anni, traccia un bilancio della stagione della sua Promozione maschile, commentando i risultati raggiunti e svelando alcuni retroscena. Per farlo sceglie, in esclusiva, il nostro magazine.

– Cominciamo dall’epilogo: gara 2 delle semifinali in casa, contro la Piovese. Serve una vittoria per pareggiare la serie. Un secondo quarto quasi perfetto, con una gran difesa e 23 punti realizzati sembra avervi lanciato verso il successo, poi invece…

Già negli ultimi minuti del secondo quarto avevo notato qualche segnale di cedimento. Uscendo dagli spogliatoi ho scelto di puntare su un quintetto “anziano”, lasciando in panchina i più giovani. Questo, con il senno di poi, è stato probabilmente un errore: pensavo che l’esperienza ci avrebbe favorito, invece non siamo più riusciti a trovare canestri e abbiamo subito la rimonta.

– Quali sono stati i pensieri che ti sono passati per la testa a fine gara?

Delusione e rimpianto, ma anche la consapevolezza che se mi avessero dato a inizio stagione la possibilità di firmare per il terzo posto e la semifinale playoff, avrei accettato subito senza pensarci due volte.

– Cos’hai detto ai tuoi giocatori dopo la sirena finale?

I ragazzi sono da ringraziare per quello che hanno dimostrato sul campo quest’anno. Erano più delusi di me, e ho cercato di rincuorarli.

– Ripercorriamo brevemente la stagione: una prima parte quasi perfetta, poi un girone di ritorno meno brillante. Come mai?

Nella seconda parte ho scelto di far ruotare di più tutti gli effettivi, dando spazio anche a chi precedentemente era entrato meno in campo. Pedine per noi molto importanti come Ortoman e Pasqualotto hanno patito degli infortuni, e noi ne abbiamo risentito. Sicuramente sentivamo anche un po’ di stanchezza, che non ci ha permesso di essere lucidi nei momenti decisivi: questo ci ha costato partite che avevamo già vinto, e che invece abbiamo gettato al vento nel finale.

– Con il Battaglia, al ritorno, avete ottenuto un successo incredibile al termine di ben quattro tempi supplementari. Come hai vissuto questa gara?

E’ stata una novità per me, visto che mai avevo assistito a un match così lungo. Ricordo bene: una serata del tutto particolare, nella quale siamo passati diverse volte dallo sconforto all’esaltazione. Alla fine siamo prevalsi noi, e credo meritatamente, perché nonostante un gioco non brillantissimo abbiamo dimostrato carattere.

– Quali sono a tuo avviso le note liete della stagione? E quelle negative?

E’ stato bello vedere nel complesso l’attaccamento dei ragazzi alla squadra, dai più giovani ai meno giovani. I risultati sportivi che abbiamo ottenuto non ce li aspettavamo a inizio stagione: il nostro obiettivo era una salvezza tranquilla. Mi è dispiaciuto aver perso alcuni elementi provenienti dalle giovanili lungo la strada. Il campionato di Promozione è molto diverso da quello Under 19, e loro non hanno avuto la pazienza di aspettare. A tutti piace vincere, ma non a tutti piace lavorare al massimo per vincere.

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“A tutti piace vincere, ma non a tutti piace lavorare al massimo per vincere”

– La nostra Promozione maschile presenta, appunto, tanti atleti in arrivo dalle giovanili e qualche giocatore di grande esperienza. Come valuti l’apporto dato dagli uni e dagli altri?

Tutti avremmo dato di più facendo tre allenamenti settimanali anziché due, ma alcuni non hanno potuto o voluto compiere questo sforzo. Teniamo presente che nella squadra ci sono ragazzi che studiano o lavorano lontano, per cui conciliare i vari impegni non è sempre facile. In generale credo che i “vecchi” abbiano aiutato i nuovi a crescere e che l’amalgama, alla fine, sia riuscito abbastanza bene. Non è stato facilissimo: il gioco dei più anziani è lento e ragionato, quello dei giovani basato sull’agonismo e sull’aggressività. Abbiamo dovuto trovare una via di mezzo tra queste due modalità.

– Il più giovane è Picelli, classe 1994. Cosa pensi di lui? Dove può arrivare?

Matteo ha il basket nel sangue, si allenerebbe tutti i giorni. Da quando è arrivato qui ha dovuto modificare il suo ruolo, passando da principale terminale offensivo a pedina al servizio della squadra. Deve sicuramente fare ancora esperienza e crescere a livello fisico e muscolare, ma ha già fatto passi avanti nella fase difensiva e nella gestione della palla. Ha tecnica, velocità e visione di gioco: se migliora, può puntare a campionati superiori alla Promozione.

– Parliamo dei playoff. Siete arrivati in semifinale dopo aver superato l’Albignasego per 2-1. Ti aspettavi di perdere la prima in casa? Quali sono state le chiavi che vi hanno permesso di passare il turno?

Mi aspettavo una serie difficile, l’Albignasego era ben attrezzato fisicamente e aveva esperienza da vendere. Non pensavo di perdere la prima gara casalinga in quel modo (sconfitta netta, ndr), cosa che mi ha fatto preoccupare un po’. Fortunatamente abbiamo disputato una partita perfetta in trasferta, ci siamo tranquillizzati, abbiamo preso le contromisure imparando a difendere sui loro lunghi, e siamo andati a prenderci la vittoria anche in gara 3.

– Sei soddisfatto dei traguardi raggiunti? La serie D era un sogno possibile?

L’errore di tutte le squadre del campionato è stato ritenere che il Roncaglia fosse irraggiungibile, cosa non vera, visto che noi abbiamo perso di 6 punti all’andata e di 3 al ritorno. Comunque io e i ragazzi ci siamo concentrati sulle singole partite, cercando di assicurarci prima la permanenza in Promozione, poi obiettivi sempre più grandi. Questa squadra l’anno prossimo può ambire a fare il grande salto: ci sono i numeri e la qualità per andare in Serie D.

– Sarai ancora tu l’anno prossimo a sedere in panchina?

Questi sono discorsi che affronteremo più avanti. Se la società me lo chiede, sono disponibile a continuare.

– Pensi che ci sarà qualche nuovo arrivo?

Innanzitutto mi auguro che nessuno vada via. Noi non abbiamo intenzione di cercare nessuno sul mercato, eventualmente potremo inserire qualche elemento dalle giovanili.

– Grazie mille, coach.

Grazie a te.

A cura di Davide Permunian