Basket Redentore: gli auguri dei nostri campioni ai lettori

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Abbiamo intervistato Sara Sturabotti, giovane stella della Promozione femminile, Mattia Bottaro, un altro dei più promettenti cestisti di casa nostra che gioca nella categoria Under 19, e Matteo Zarantonello, capitano della Promozione maschile. Tra una risata e l’altra, vediamo se ci hanno detto qualcosa di serio…

Cos’è per te il basket e cosa diresti per avvicinare qualcuno a questo sport?

Risponde Sara: secondo me non c’è un aggettivo vero e proprio per descrivere cos’è la pallacanestro, o almeno non riesco a trovare nessuna espressione che descriva che cosa sia senza evitare di sminuirla e di cadere nel banale. Di sicuro è la mia più grande passione. Durante le due ore di allenamento dimentico tutto e tutti, è l’occasione per svuotare la mente e per passare del tempo di qualità con la mia squadra. E’ uno dei momenti in cui riesco veramente ad essere me stessa e ad esprimermi, non solo dal punto di vista della prestazione agonistica, ma soprattutto da quello umano. L’ individualità viene messa da parte per lasciare spazio alla SQUADRA. Si vince, si perde, si ride, si fa fatica, ci si impegna tutte insieme. Ogni membro di questa piccola “comunità” è indispensabile e si vengono inevitabilmente a creare delle amicizie diverse dal comune. La pallacanestro aiuta a crescere, apre la mente in quanto bisogna saper fare tutto: attaccare, difendere palleggiare, tirare, passare, saltare, spingere, cadere e rialzarsi.

Risponde Mattia: il basket è sempre stato il mio “compagno di vita”, ci gioco da quando sono piccolo e non so immaginare come sarei potuto crescere senza questo sport. Ho avuto la fortuna di avere allenatori ben preparati che mi hanno insegnato non solo come giocare, ma anche come comportarmi in una squadra, dove non sei superiore a nessuno, e i valori che un giocatore deve assumere in gara. Se dovessi invitare qualcuno ad avvicinarsi al basket, gli direi che qui ognuno può avere il suo “piccolo momento di gloria”: ogni giocatore è chiamato sia all’attacco che alla difesa. In altri sport spesso finisce che si valorizza solo chi fa punto o goal, dato che ci sono ruoli adibiti solo all’attacco e altri solo alla difesa. Senza contare che poi la pallacanestro è di sicuro lo sport più spettacolare e dinamico: la partita è sempre in continuo movimento e la fatica da fare è veramente grande.

Quando, come e perchè hai iniziato a praticare la pallacanestro?

Risponde Sara: il basket è uno sport di contatto fisico, in cui da un lato si impara il significato di “cattiveria agonistica” e dall’altro quello di “rispetto” per l’avversario. Viene spesso considerato come uno sport più adatto a un maschio, appunto per la presenza del contatto fisico. La maggior parte delle ragazze preferisce dedicarsi ad altro (pallavolo, danza…) Ma quest’idea del basket aggressivo, più incline all’indole maschile, è un mito da sfatare assolutamente. Ho iniziato a giocare a basket casualmente, grazie alla proposta di un’amica. Ahimè, devo ammettere che la prima volta non mi è affatto piaciuto, purtroppo ero anch’io dell’idea che fosse uno sport troppo “duro”. Nonostante tutto, la passione è nata in breve tempo, è aumentata sempre più e giorno dopo giorno mi sono innamorata di questo sport meraviglioso!

Risponde Mattia: avevo appena sette anni quando ho convinto i miei genitori che sarei stato contentissimo di iscrivermi in una squadra di pallacanestro. Loro hanno accettato. La passione è nata grazie alla tv, il sabato pomeriggio: ricordo che trasmettevano sempre delle partite (era ancora l’epoca della kinder Bologna) e io le guardavo sempre, tentando di ripetere i movimenti che vedevo con il mio canestro in giardino.

Quali sono i risultati/ traguardi che ti sono rimasti impressi?

Risponde Matteo: a livello giovanile, sicuramente la vittoria ottenuta in patronato contro la Benetton Treviso (ho ancora il referto a casa) e le finali nazionali Juniores raggiunte con il Patavium Petrarca, competizione a cui partecipavano giocatori come Belinelli e Bargnani. A livello senior, la promozione in serie D con il Redentore Basket di coach Limena.

-Obiettivi futuri (personali e di squadra)?

Risponde Matteo: ora gli obiettivi principali sono il divertimento e veder crescere la mia squadra a ogni partita.

Risponde Mattia:non ho molti obiettivi personali, voglio semplicemente migliorare allenandomi il più duramente possibile, magari arrivando in qualche serie di discreto livello. Per quanto riguarda la squadra invece mi piacerebbe semplicemente vedere più voglia di faticare da parte di tutti.

Fai gli auguri ai nostri lettori.

Risponde Mattia:tanti pandori e panettoni a tutti! La domenica fate un salto in Patronato Redentore alle 18 che c’è l’under 19, non mancheranno l’agonismo e le emozioni della classica partita “tirata”, in bilico dall’inizio alla fine!

Risponde Matteo: Auguri di Buon Natale a tutti i lettori di Estensione con l’invito di seguire il venerdì sera le nostre partite di campionato, per ora positivo. Invito esteso ovviamente alle lettrici perché siamo anche (quasi tutti…) dei bei ragazzi.

A cura di Davide Permunian