sabato 4 Aprile 2020
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Revolley, alla scoperta di Valentina Toninello

RevolleyQuesta settimana Estensione ha avuto il piacere di incontrare Valentina Toninello, fresca componente del team Revolley. Valentina ha da poco appeso le scarpe al chiodo per via di un infortunio, e si dedica con costanza e passione alle giovani ragazze dell’UNDER 14 GIALLA. Noi di Estensione abbiamo approfittato della sua disponibilità e ci siamo fatti raccontare in una piccola intervista cosa l’ha spinta a diventare allenatrice. Buona lettura.

valentina

1) Quando è cominciato il tuo amore per la pallavolo?

Avevo 8 anni, ero in terza elementare quando mi hanno consegnato il primo volantino per presentarmi agli allenamenti del Minivolley e da allora non ho mai smesso di giocare. Purtroppo però a Settembre ho dovuto smettere, non per mia volontà, ma per una spalla rotta che ho di recente operato.

2) Con che allenatore hai iniziato la tua prima esperienza di gioco?

La mia prima allenatrice è stata la fortissima Valeria Petranzan. Discendendo da una famiglia di palleggiatori, lei ha subito visto che non ero da meno e già al Minivolley mi metteva sotto rette ad alzare. Ma se devo scegliere un allenatore che mi ha insegnato veramente cos’è il gioco, l’impegno e lo schema pallavolistico è Roberto Meneghini, che oggi ricopre un importante ruolo nel progetto Revolley.

3) Che tipo di atleta eri?

Potrei fare questa domanda a Roberto, sarei molto curiosa della sua risposta. Quando ero ancora una bambina e andavo al Minivolley, un pomeriggio chiamai mio papà dicendogli che non avevo per nulla voglia di andare ad allenamento. Lui mi disse che potevo fare quello che volevo, ma mi ricordò che avevo preso un impegno e che avrei dovuto rispettarlo. Quelle parole furono davvero preziose e da allora non ho mai saltato nessun allenamento, nemmeno con la febbre. Ricordo inoltre che, quand’ero in Under 14, mi ruppi una mano durante il riscaldamento della partita, ma che giocai poi tutti i set stringendo i denti. Non avrei mai mollato, nemmeno con la camicia di forza.

4) Quando hai deciso di voler diventare un allenatore, cosa ti ha motivato?

Quando ho finito le superiori, dopo qualche esperienza lavorativa all’estero ho sentito il desiderio di trasmettere alle ragazze la passione e la grinta che porto dentro.

5) Cosa significa per te “essere una squadra”?

Credo che, l’immagine migliore per descriverla sia questa: quando il gruppo si avvicina per aiutare una compagna a rialzarsi dopo un mancato impossibile recupero di pallone. Questo ti fa capire che l’unione fa davvero la forza e che insieme gli obiettivi si possono raggiungere.

6) Come motivi le tue atlete?

Non saprei esattamente, cerco di dare loro un po’ di “aggressività”, della sana competizione tra compagne e avversarie per raggiungere obiettivi comuni e anche singoli. Il mio scopo per ogni atleta è spronarla a raggiungere il massimo livello e farle capire che anche lei deve pretendere di più da se stessa.

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7) In che modo prepari i tuoi allenamenti?

Ho una linea guida per suddividere in maniera un po’ logica il lavoro tecnico e fisico. Normalmente durante il campionato programmo l’allenamento settimanalmente basandomi sulla partita del weekend per allenare maggiormente le difficoltà incontrate. Essendo un giovanile comunque, la tecnica dei fondamentali va sempre ripassata come se fosse la prima volta.

8) Come incassi una sconfitta?

Beh, è triste perdere, ma sicuramente la risposta è comune ad ogni allenatore: è sempre bene uscire a testa alta consapevoli, atlete ed allenatori, di aver dato tutto quello che si poteva dare.

9) Meglio giocare bene e perdere o giocare male e vincere lo stesso?

Completando la risposta precedente, sono certa che sia meglio giocare bene e vincere comunque. Mi piace pensare alla vittoria, perché è umano avere una giornata storta per tutti, ma con un carrello di palloni e umiltà tutto è possibile.

10) Qual è il segreto del tuo successo in palestra?

Ho successo? (Ride). Alleno le mie ragazze per poter avere un riscontro positivo a 360°.

11) C’è qualcuno che ti aiuta in campo?

Il primo periodo quest’anno, l’ho gestito quasi interamente da sola, ma ora sono in campo insieme a Davide Cavestro per l’Under 14 rossa.

12) Quando un genitore mette in dubbio i tuoi metodi o si lamenta perché il figlio non gioca come ti comporti?

Non mi è mai capitato fino ad ora. Solo un genitore ad inizio stagione si è lamentato a priori senza sapere nulla di me e della nuova gestione societaria, quindi non lo tengo presente. Ma credo che, se il genitore si lamenta è solo perché non ha la consapevolezza di cosa sia la Pallavolo. Se succedesse gli spiegherei con calma che deve lasciarmi fare, perché tutti cerchiamo risultati in palestra e nella vita. Sono atleta, allenatrice e mamma, e tento di prendere spunto un po’ da tutti e tre i modi di vedere. Voglio la vittoria dell’atleta e ho sempre un sorriso per ognuna di loro, mi arrabbio solo se la situazione lo richiede.

13) Che squadre hai allenato fino ad ora?

A dire la verità questo è il mio primo anno come allenatrice. Sono molto fiduciosa e contenta di come sto percorrendo questa strada e spero che l’avventura continui anche nei prossimi anni.

RISULTATI DELLA SETTIMANA

Under 12 4×4 3-0 MEDOACUS

Under 12 6×6 3-0 VOLLEY POZZONOVO

Under 14 ROSSA 3-0 LIBERTAS/DUEMONTI

Under 16 1-3 ADUNA VOLLEY CONCA

Under 18 1-3 RED TEAM VOLLEY

Terza Divisione Estevolley 2008 3-0 NATIVITASAVONAROLA

Terza Divisione Redentore 0-3 VIGONOVESE 3D F

Arianna Ferraretto

Estensione
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Il laboratorio giovanile di informazione, formazione e azione della Bassa Padovana.

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