Revolley, alla scoperta di Mister Walter Polato

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Questa settimana ho avuto il piacere di incontrare mister Walter Polato figura importante del progetto Revolley. Walter attualmente dedica il suo tempo alla crescita di un gruppo Minivolley e allena le promettenti ragazze dell’UNDER 16. Noi di Estensione abbiamo approfittato della sua disponibilità e ci siamo fatti raccontare, in una piccola intervista, tutti i segreti del suo mestiere.

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1) Quando è cominciato il tuo amore per la pallavolo?

Il mio amore per la pallavolo è cominciato quando ero solo un bambino e andavo ancora alle elementari. Nel tempo libero mio fratello mi aveva insegnato a fare i primi bagher e palleggi e tra una cosa e l’altra è iniziato il tutto.

2) Con che allenatore hai iniziato la tua prima esperienza di gioco?

Ho cominciato con Gianni Conti a 13 anni. Lo ricordo con un sorriso, uno dei migliori allenatori che abbia avuto in assoluto.

3) Che tipo di atleta eri?

Non ero un campione e nemmeno una schiappa, me la cavavo ma ce n’erano molto più bravi di me. Ci tenevo tantissimo, contavo le ore, i minuti e i secondi all’arrivo dell’allenamento.

4) Quando hai deciso di voler diventare un allenatore, cosa ti ha motivato?

Volevo metter in pratica l’esperienza accumulata negli anni, tutto qui. L’idea di fare l’allenatore c’è stata da sempre ma solamente nel 2008 quest’idea si è concretizzata.

5) Cosa significa per te “essere una squadra”?

Secondo me “essere squadra” vuol dire essere un gruppo di persone che condivide un unico obiettivo. Un gruppo che insieme cresce e condivide gioie ed amarezze.

6) Come motivi le tue atlete?

Innanzitutto chiedendo loro il massimo dell’impegno, gratificando quando è il momento di farlo, cercando quando è possibile, di non far pesare gli eventuali errori ma spiegando loro dove hanno sbagliato. Tecnicamente prima della partita dedico sempre qualche minuto chiedendo loro di metterci, non solo la tecnica, ma soprattutto la voglia di fare e di divertirsi.

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7) In che modo prepari i tuoi allenamenti?

Li preparo sempre a casa, prima analizzo i bisogni della squadra e in base all’esito della partita decido il da farsi. Quando preparo un allenamento la prima parte la dedico sempre alla preparazione fisica, la seconda la dedico alla tecnica e la parte finale all’aspetto più tattico. Generalmente dedico il lunedì alla difesa e ricezione, martedì all’ attacco e giovedì al lavoro globale sul campo con la simulazione delle situazioni.

8) Come incassi una sconfitta?

 Ovviamente mi dispiace perché in campo vado per vincere. La sconfitta la analizzo come una lezione che mi serve eventualmente per capire dove è necessario migliorare.

9) Meglio giocare bene e perdere o giocare male e vincere lo stesso?

Non è possibile dare una risposta precisa. Vincere fa piacere sempre e comunque, perdere no. Però se perdo sapendo che si è dato il massimo in campo accetto la sconfitta con onore. Al contrario mi da proprio fastidio vincere giocando male. In questo caso vuol dire aver preso sotto gamba la situazione e aver sottovalutato l’avversario.

10) Qual è il segreto del tuo successo in palestra?

 (Ride) Non ci sono segreti, in palestra sono me stesso, non solo come ex giocatore ma anche come persona. Oltre ad utilizzare l’esperienza di vita professionale devo cercare di capire quali sono i bisogni della squadra sia quelli tecnici che quelli psicologici.

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11) C’è qualcuno che ti aiuta in campo?

 Certamente! In primis Davide Cavestro, mio grande amico con cui collaboro e lavoro da più di 6 anni. Poi posso contare sull’aiuto di Claudio Gallian e Tito Bottaro che oltre ad aiutarmi con il materiale di cui ho bisogno mi aiutano anche nel momento in cui svolgo gli esercizi. In panchina sostengono la squadra e si occupano della parte burocratica.

12) Quando un genitore mette in dubbio i tuoi metodi o si lamenta perché il figlio non gioca come ti comporti?

Intanto cerco di spiegare e motivare le mie scelte. La critica è ben accetta da chi ha le competenze per criticare, in ogni campo. Ma se il genitore non ha mai giocato o non sa nemmeno come funziona la pallavolo lascio perdere e vado avanti.

13) Che squadre hai allenato fino ad ora? Dall’inizio ho allenato solamente al Redentore. I primi due anni, insieme a Davide, li ho dedicati alla Terza Divisione e poi mi sono concentrato sul giovanile. Attualmente alleno sia l’UNDER 16 che il Minivolley. Sono due approcci completamente diversi, al Minivolley lavoro molto di più sull’aspetto motorio e coordinativo, in UNDER lavoro sul perfezionamento dei fondamentali e della tattica di gioco.

Fine settimana decisamente positivo per le squadre Revolley. Grande dimostrazione di carattere dell’UNDER 14 ROSSA che sotto di due set riesce a recuperare sotterrando il Duemonti. Replica anche l’UNDER 16 in casa contro il VIGONZA VOLLEY. Quando tutto sembrava perso, le nostre sono riuscite ad imporsi sulle avversarie rimontando e vincendo il match. Ottima partenza per entrambe le due squadre dell’UNDER 12 che hanno cominciato alla grande la loro avventura. Complimenti ragazze.

Terza Divisione Redentore 3-0 U.S GIARRE DABO

Terza Divisione Estevolley 2008 3-0 LeAli Arcobaleno-Terza

Arianna Ferraretto